Una sanità pubblica lenta, lentissima. In barba ai progetti sull’ospedale. Il personale è sotto organico ed i tempi di attesa, che si voleva abbattuti, sembrano invece ancora lunghissimi. Una questione che è ben raccontata da due episodi avvenuti in provincia di Terni.
Uno è avvenuto all’ospedale di Terni, dove una donna ha ricevuto la propria prenotazione per l’ecografia dopo ben otto mesi. La donna aveva denunciato nei giorni scorsi la vicenda sulle pagine de Il Messaggero e sempre dalle colonne locali del quotidiano romano arriva la notizia che finalmente quell’esame che serve tanto alla figlia – in cura presso la struttura di endocrinologia a Terni – potrà farlo. Ma con grave ritardo. A Terni l’ecografo è rotto e l’ospedale deve ancora fare il bando per comprare quello nuovo. L’unico ospedale nel territorio della Asl 2 dove può farla è Foligno ma per avere un appuntamento avrebbe dovuto recarsi fisicamente sul posto perché- nel 2024 – non si può fare né via mail, né telefonicamente, essendo “un cup di secondo livello”. L’appuntamento è arrivato, con la Asl numero 2 che magicamente ha risposto alla mail inviata dopo l’uscita dell’articolo: appuntamento il 25 maggio. Otto mesi dopo la prima richiesta.
L’altra denuncia arriva da Orvieto, dove ci vogliono 15 giorni per le analisi del sangue e dai 2 ai 3 mesi per una colonscopia. Pazienza se gli esami preliminari dicono che non c’è tempo da aspettare. Così in tanti si rivolgono ai centri a pagamento, spendendo dai 3 ai 400 euro. A parlare in questo caso è Stefano Biagioli, candidato sindaco del centrosinistra, nel corso di un incontro sulla sanità pubblica: “Manca il 30 percento del personale – dice Biagioli – e il cup è centralizzato a Foligno e Perugia e non contempla le esigenze di Orvieto. Inoltre il Cup ti manda a Terni, con ritorno ad Orvieto solo se Terni è satura”.
Biagioli ha proposto di monitorare la sanità pubblica, visto che a suo dire mancano anche i macchinari: “L’unità di terapia intensiva cardiologica è sotto organico, emodinamica approvata nel 2020 ma non presente, dialisi attiva solo alcuni giorni a settimana, il punto nascite rischia di chiudere”. Il sindaco in carica e suo competitor, Roberta Tardani, risponde che uno studio del comune del 2016 segnalava gli stessi problemi: “Manca il filtro della medicina territoriale – ha spiegato – e già allora era emersa la necessità di una casa della salute, che ora sta iniziando a prendere forma”.
Il forum sanità del Pd
Sulla questione sanità interviene Riccardo Brugnetta, ex direttore sanitario dell’azienda ospedaliera di Terni e oggi coordinatore del forum sanità del Pd.
“Si susseguono a stretto giro i comunicati dell’Azienda Ospedaliera nel tentativo di rassicurare i cittadini e di arginarne lo scontento verso gli effetti delle politiche fallimentari della Giunta Tesei” afferma Brugnetta, sottolineando l’inadeguatezza delle risposte fornite alla cittadinanza.
Brugnetta critica aspramente la visione della sanità proposta dalla giunta regionale, accusandola di aver alimentato confusione con annunci di ipotetiche iniziative private, come la costruzione di un nuovo ospedale attraverso project financing, senza un adeguato dibattito pubblico o una chiara pianificazione delle risorse necessarie. Queste mosse vengono interpretate come tentativi disperati di guadagnarsi il favore dell’opinione pubblica in vista delle imminenti elezioni, piuttosto che come parte di una strategia sanitaria ben ponderata.
Nonostante riconosca l’efficacia dell’Azienda Ospedaliera nell’affrontare emergenze e situazioni di alta specialità, Brugnetta evidenzia la mancanza di una visione a lungo termine da parte della giunta regionale, critica la gestione delle risorse umane e solleva interrogativi sul Piano triennale del fabbisogno del personale 2024-2026, in attesa di approvazione. Quest’ultimo, secondo il coordinatore, non affronta adeguatamente le esigenze del personale sanitario, fondamentale per risolvere la crisi attuale, rimarcando la necessità di una revisione dei criteri di assegnazione del tetto di spesa.
In conclusione, Brugnetta interpella direttamente la Giunta Regionale, chiedendo perché non venga aggiornato il tetto di spesa per il personale in linea con le richieste del PD nazionale e con una proposta di legge regionale già presentata, al fine di adeguare la programmazione alle reali necessità del servizio sanitario regionale e superare gli ostacoli imposti dalla normativa attuale sui limiti di spesa.