Il poeta Pignatelli ha presentato il suo ‘Ho messo le scarpe’ a Otricoli

Pubblico attento e curioso, versi intervallati dalla musica di Maura Manili. A moderare l'incontro Laura Proietti, lettore Leonardo Giulia

Pomeriggio di musica a poesia ieri, venerdì 17 maggio, alla cartolibreria ‘Nuvole di carta’ di Otricoli, nel Ternano, luogo non nuovo a presentazione di romanzi e raccolte di poesie grazie all’ospitalità e alla gentilezza delle ospitanti, Alessandra Diluvio e Martina Androni.

A presentare la sua seconda raccolta di poesie, ‘Ho messo le scarpe’, è stato Alessandro Pignatelli, giornalista e poeta trapiantato in Umbria da più di dieci anni per amore dopo aver vissuto a Vercelli e a Milano. Nelle vesti di moderatrice e a porre domande sulla poetica di Pignatelli la giornalista otricolana Laura Proietti. L’autore ha voluto unire i versi scritti a quelli e cantati e suonati dalla chitarra di Maura Manili, già nota in zona per la sua voce particolarmente apprezzata. A chiudere il quartetto Leonardo Giuliani, a cui è toccato il compito di recitare un paio di poesie dall’antologia di Pignatelli.

Incuriosito e attento il pubblico presente, che ha posto domande al termine dell’incontro. Iniziato proprio nel segno della musica dei Modà, proseguito poi con alcuni aneddoti sulla composizione delle poesie. Pignatelli ha parlato così dell’ispirazione: “La poesia per me è come un lampo, è immediata, devi scriverla appena l’immagine ti si forma nella mente. Il racconto o il romanzo, invece, sono più come un giorno di pioggia: lunghi, ma che bagnano e toccano ugualmente il cuore di chi legge”.

La poetica dell’autore è prevalentemente malinconica: “Il mio poeta preferito? Giacomo Leopardi. Da lui ha appreso il pessimismo cosmico”, ma con alcuni bagliori di speranza che fanno capolino nelle liriche. Maura Manili ha quindi interpretato la seconda canzone, questa volta di Ultimo: “Uno dei cantautori – poeti più amati dalle generazioni di oggi, ma non solo”

Pignatelli ha fatto sapere che ha in mente un terzo libro di poesie per chiudere la trilogia aperta nel 2021 con ‘Pensieri con gli zoccoliì’. Alla domanda: “Il prossimo si chiamerà a piedi nudi?”, ha risposto: “Dipende. Se lo facciamo in estate, perché no? Altrimenti, potrebbe anche chiamarsi Ho messo gli stivali”. A proposito di scarpe, “gli zoccoli simboleggiano un po’ la villeggiatura, una vita più scanzonata. Le scarpe sono sinonimo di maggiore stabilità, che è poi quello che è successo a me negli ultimi anni, grazie anche al matrimonio”. E un romanzo? “La trama c’è, vediamo. Non è escluso che mi cimenti anche in questo genere letterario”.

L’incontro alla cartolibreria si è chiuso con ‘Sogna, ragazzo sogna’ di Roberto Vecchioni, alcune citazioni di scrittori e poeti proprio sulla poesia e con un buffet per salutare gli ospiti. Non poteva mancare, naturalmente, il firmacopie con dediche”.

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