Morta per droga nel giorno del suo diciottesimo: chiesti 6 anni e 8 mesi per il fidanzato

Il Gip di Roma ha escluso le attenuanti generiche per Gnucci, ritenendolo responsabile della morte della fidanzata Maria Chiara Previtali poichè conosceva le problematiche di salute

Il pubblico ministero, di fronte al Gip di Roma ha richiesto una condanna a dieci anni e otto mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale contro Francesco Gnucci, il 25enne di Amelia, in relazione alla morte della sua fidanzata Maria Chiara Previtali. Nè dà notizia. La vicenda risale al 9 ottobre 2020, quando la giovane, festeggiò il suo diciottesimo compleanno assumendo eroina, presuminilmente acquistata a Roma insieme a lui e consumata sul posto. La ragazza, aveva poi festeggiato con gli amici, concludendo poi la serata assumendo cocaina.

Maria Chiara Previtali, figlia di un dirigente della Comunità Incontro, fu poi trovata morta nell’abitazione del fidanzato, da allora unico indagato. Le indagini dei carabinieri non sono riuscite a identificare chi abbia ceduto la droga letale ai giovani. Tuttavia, hanno portato a processo Gnucci, accusato di aver influenzato negativamente la ragazza, guidandola in un certo senso all’uso di sostanze, delle quale peraltro lui stesso è un consumatore.

Durante il processo, il pubblico ministero ha evidenziato come Gnucci avrebbe mantenuto un comportamento opaco e lucido nel tentativo di nascondere le prove una volta compreso l’esito tragico della situazione.

Nella relazione del medico legale consulente della Procura su legge come l’insufficienza cardiocircolatoria acuta che ha condotto la giovane alla morte si stata determinata dall’assunzione di numerose sostanze ad azione tossica quali eroina, cocaina, alcol e thc. L’eroina era in fase di eliminazione, quindi l’assunzione era datata molte ore prima della morte. La successiva assunzione di alcol etilico e cocaina in quantità non elevate, insieme al sonno e alla pregressa assunzione di eroina ha interagito e portato a questa morte molto rapida, realizzatasi nel sonno nel giro di pochi minuti.

Le accuse per Gnucci sono passate da “morte come conseguenza di altro reato” e omissione di soccorso dopo l’assunzione della dose di eroina ad omicidio preterintenzionale, perché Maria Chiara aveva delle problematiche epatiche, era sottopeso e non era avvezza al consumo di eroina in vena. Problematiche che Gnucci conosceva, delle quali non ha tenuto conto.Il pusher che gli ha venduto la dose è tuttora ignoto.

Il pubblico ministero ha escluso le attenuanti generiche nella formulazione della pena richiesta, ritenendo la condanna a 10 anni meno un terzo con il rito abbreviato come adeguata.

La difesa avrà l’opportunità di esprimere le proprie argomentazioni il 22 ottobre, data della prossima udienza.

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