Al Parco di viale Trento i bagni sono di nuovo chiusi a chiave e nessuno ne ha una di scorta

L'incredibile vicenda: il custode è malato e nessuno ha una chiave di riserva. La nota del Partito Democratico che sollecita un intervento

Gli anni passano ma la situazione è sempre la stessa. Il parco di viale Trento è di nuovo coi bagni pubblici chiusi, dallo scorso 3 giugno. Erano stati riaperti recentemente, ma poi sono stati di nuovo chiusi, a tempo indeterminato.

La chiave dei bagni pubblici sembra essere in possesso di un unico incaricato del Comune di Terni, attualmente gravemente malato. Il cartello che vedete indica che non c’è esattamente una data di riapertura. Non c’è una chiave di riserva nè l’associazione Myricae, che ha sede nel parco, sembra averla.  E la domanda che risuona è sempre la stessa: ““Le persone che frequentano il parco per motivi di salute, quelli che fanno lunghe passeggiate e footing, in caso di bisogno dove si dovrebbero recare?“.

A riportare in auge la questione i consiglieri comunali del Partito Democratico Hanno più volte sollecitato l’amministrazione comunale, attraverso atti consiliari, a garantire una costante apertura dei bagni pubblici presso il parco di viale Trento. Nonostante queste richieste, il problema persiste.

In una nota,  i dem scrivono:: “Dalle segnalazioni che riceviamo, duole registrare che purtroppo non è così. Ci attiveremo nuovamente affinché venga garantita nuovamente la fruibilità dei servizi igienici”.

“Più volte, anche attraverso atti consiliari – proseguono i consiglieri comunali del Partito democratico – abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di garantire una apertura costante dei bagni pubblici presso il parco di viale Trento. Dalle segnalazioni che riceviamo, duole registrare che purtroppo non è così. Ci attiveremo nuovamente affinché venga garantita nuovamente la fruibilità dei servizi igienici”.

Che nessuno abbia una chiave di riserva, per superare il disagio di chi, gravemente malato, non può ovviamente svolgere correttamente il lavoro di custode,o che non ci sia nessuno che in questo periodo di assenza indeterminata, possa fare da supplente, è un paradosso ali limite dell’assurdo. A pagarne le spese, ovviamente, sono i cittadini

 

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