La sicurezza, secondo Rizzo, è ormai un problema quotidiano caratterizzato da scippi, risse e furti, ma la politica dominante sembra ignorare la realtà o affrontarla con superficialità. Secondo Rizzo, né la destra né la sinistra sono riuscite a proporre soluzioni efficaci: la destra promette sicurezza senza agire, mentre la sinistra minimizza i problemi e si concentra su questioni marginali come il linguaggio inclusivo.
Rizzo sottolinea che la sua esperienza politica gli ha insegnato che i problemi non si risolvono solo con le parole. Il candidato propone un approccio pragmatico che parte dalla riduzione della povertà, il miglioramento dell’educazione e l’aumento dei controlli. Per Rizzo, questi elementi sono essenziali per garantire una maggiore sicurezza nella regione.
Rizzo evidenzia come la mancanza di lavoro e l’abbandono del territorio portino a un aumento della criminalità e al senso di impunità tra i cittadini. L’insicurezza cresce, alimentando rabbia e frustrazione tra la popolazione. Per invertire questa tendenza, Rizzo ritiene necessario investire in lavoro e prevenzione. Secondo lui, la presenza di agenti nelle aree critiche, come durante la movida notturna, potrebbe prevenire molti incidenti e disordini.
Tuttavia, Rizzo critica le politiche europee e la gestione della spesa pubblica, sostenendo che la sicurezza, come altri servizi essenziali quali scuola e sanità, ha subito tagli significativi. Per migliorare la situazione, è fondamentale che l’Umbria e l’Italia nel loro insieme riprendano il controllo delle loro risorse finanziarie e decidano autonomamente come investirle.
Rizzo conclude il suo intervento invitando a un ritorno alla concretezza nelle decisioni politiche e criticando l’inefficacia delle attuali forze politiche, siano esse di destra o di sinistra.