Guasto al forno, Ast anticipa la fermata produttiva dell’area a caldo

Acciai Speciali Terni blocca l'area a caldo a causa di un guasto al forno di preriscaldo. I lavoratori riceveranno permessi retribuiti in attesa del ripristino dell'impianto.

Nuovo problema in Ast. Un forno  Walking Beam di preriscaldo delle bramme destinate alla laminazione ha subito un grave danneggiamento. Le prime indagini indicano che il problema è stato causato da un’eccessiva temperatura interna, che ha raggiunto livelli pericolosamente vicini al punto di colaggio. Nella notte tra giovedì e venerdì, è stato dunque necessario bloccare l’intera area a caldo dell’acciaieria, la cui ripresa risulta ancora incerta a causa della complessità delle operazioni di ripristino e rimozione delle bramme danneggiate. Un provvedimento che anticipa la fermata produttiva programmata da lunedì per limitare i consumi energetici

Ast aveva già programmato una settimana di cassa integrazione a partire da lunedì, motivata dagli alti costi energetici. Tuttavia, il danneggiamento del forno ha cambiato i piani. L’azienda ha proposto alle rappresentanze sindacali un’alternativa alla cassa integrazione per gestire l’imprevisto, ipotesi che prevede il coinvolgimento di un terzo dei lavoratori per le operazioni di ripristino dell’impianto, mentre gli altri due terzi sono stati momentaneamente mandati a casa a spese dell’azienda.

Nonostante la proposta di cig sia ancora in discussione, secondo quanto emerge, ora questa potrebbe essere infatti sospesa, in quanto non più necessaria alla luce delle modalità di fermata stabilite. Il presidente Giovanni Arvedi ha infatti deciso che i lavoratori non coinvolti nelle attività di riparazione riceveranno permessi retribuiti anziché essere collocati in cassa integrazione.

La nota dell’azienda

Ast ha diffuso una nota: “A seguito di un guasto al forno Walking Beam l’Azienda ha anticipato la fermata prevista per la prossima settimana. Nell’area dell’acciaieria sono in corso tutte le attività necessarie per una rapida ripresa dell’attività produttiva. Visto l’accaduto, il presidente, cavaliere Giovanni Arvedi, ha deciso che i lavoratori interessati dalla fermata, qualora non impegnati in attività nei reparti, anziché essere collocati in cassa integrazione siano remunerati con ore di permesso retribuito”.

Interviene la Cgil

Nota anche della Fiom Cgil: ” Apprezziamo la decisione del Cav. Arvedi, visto l’accaduto, di garantire il salario dei lavoratori fino alla fine del mese di settembre e di riconoscere permessi retribuiti in subordine all’ammortizzatore sociale. Come Fiom Cgil di Terni registriamo che una parte dei lavoratori dell’indotto dovrà vedersi confermata, perà, la cassa e la relativa decurtazione economica.

Come da sempre stiamo dicendo, il futuro del sito ternano non si definirà su quanta cassa integrazione si dovrà fare per le motivazioni produttive e/o di costi dell’energia, ma sulle prospettive industriali e di mercato nelle produzioni di eccellenza quali Inox, fucinati e tubi.
Spetta ad azienda, Governo e istituzioni locali trovare le soluzioni in tempi rapidi e non più rinviabili per la chiusura dell’accordo di programma e mettere a terra definitivamente il piano industriale.

Il silenzio del Governo e delle istituzioni locali in merito alla possibile perdita del 30% della finanza dal PNRR è imbarazzante e da il segno di quanto sia a rischio il completamento degli investimenti, seppur un quarto degli stessi siano realizzati o in fase di realizzazione.

Per quanto ci riguarda l’attenzione deve rimanere alta, perché non possiamo permetterci di perdere l’occasione di rilanciare il sito di Terni e difendere almeno gli attuali livelli occupazionali a fronte di un territorio in forte declino industriale”

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