Martina Leonardi, candidata alla presidenza della Regione Umbria per Potere al Popolo e PCI, ha espresso forti critiche nei confronti delle altre candidate, Donatella Tesei e Stefania Proietti, in merito alla loro posizione sull’autonomia differenziata. Leonardi, con toni decisi, ha manifestato preoccupazione per il silenzio delle avversarie riguardo a un tema che considera centrale per il futuro dell’Umbria.
Leonardi ha definito il progetto di autonomia differenziata come l’ultimo atto di una “controriforma” che, a suo avviso, ha danneggiato profondamente il sistema dei diritti e l’uguaglianza sociale in Italia. Secondo la candidata, questa politica è il risultato di un processo ventennale che ha coinvolto governi di diverse parti politiche, senza distinzione, e che è culminato con la legge proposta dal ministro Roberto Calderoli. “Non esiste una parte buona e una cattiva” di questa legge, ha affermato, poiché ogni suo strumento è stato funzionale alla privatizzazione e alla dismissione dei servizi pubblici.
Durante la pandemia, secondo Leonardi, si è visto chiaramente il fallimento di un sistema sanitario frammentato in 20 sistemi regionali separati. Questa frammentazione, unita alla corruzione e agli interessi delle multinazionali, ha peggiorato la situazione, beneficiando persino le organizzazioni mafiose, che hanno potuto approfittare di una distribuzione del potere amministrativo più dispersiva.
La candidata ha proposto una soluzione radicale: l’abrogazione totale dell’autonomia differenziata e il ritorno di alcune materie tra le competenze esclusive dello Stato. Tra queste, Leonardi sottolinea l’importanza di ripristinare un sistema sanitario pubblico unico e uguale in tutta Italia, con un controllo democratico territoriale, e una scuola pubblica nazionale, inclusa l’istruzione tecnica e professionale, attualmente legata a interessi imprenditoriali. Inoltre, la candidata ha proposto contratti e salari uniformi in tutto il Paese e la fine delle gabbie salariali.
Leonardi ha rivolto un appello alla sua avversaria Stefania Proietti, esortandola a seguire l’esempio del presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, l’unico, secondo lei, ad aver compreso appieno i rischi dell’autonomia differenziata. Ha anche criticato la presidente in carica, Donatella Tesei, per il suo accordo con Stefano Bandecchi, che Leonardi ritiene legato a interessi privati, come la clinica di Bandecchi.
“A voi, cittadini e cittadine umbre,” ha concluso Leonardi, “invito alla resistenza”, chiedendo di votare per Potere al Popolo e PCI e promettendo un’Umbria più inclusiva, senza cedere al “ricatto del voto utile”.