Primo confronto ufficiale fra i candidati alla presidenza della Regione. Sede il Palazzo del Popolo di Orvieto, precisamente la sala dei Quattrocento, riuniti dal Comitato Orvietano per la salute pubblica, l’associazione di volontariato fondata da un gruppo di cittadini del territorio.
Presenti in cinque fisicamente, ovvero Elia Fiorini (Alternativa per l’Umbria), Martina Leonardi (Pci, Potere al Popolo), Francesco Miroballo (Umbria Autonoma), Moreno Pasquinelli (Fronte del Dissenso), Stefania Proietti (coalizione centrosinistra), mentre ai due assenti in sala, Marco Rizzo (Democrazia sovrana e popolare) e Donatella Tesei (coalizione centrodestra) è stato concesso di rispondere con dei video registrati. Non così invece è stato per Roberto Fiore (Forza Nuova), che non ha comunicato in tempo l’assenza e non ha inviato alcun video sostitutivo per poter rispettare i termini della par condicio. Proprio nei giorni scorsi Anpi Umbria aveva contestato l’invito a Fiore ma il Comitato aveva spiegato che essendo candidato come gli altri, non c’era motivo per non invitarlo.
Confronto all’americana: postazioni personali, 3 minuti per risposta scanditi da un countdown, domande su 4 temi di politica socio-sanitaria, elaborate dal gruppo di lavoro politico-amministrativo del Comitato. Risposte a sorteggio. Presenti in sala il direttore della Usl 2 Piero Carsili, il direttore e il responsabile amministrativo del presidio orvietano, il direttore del distretto sanitario, oltre a diversi sindaci e vicesindaci del territorio (Castel Viscardo, Ficulle, Alviano): “Grande rammarico – sottolinea il territorio – per l’assenza del sindaco di Orvieto, non c’era nemmeno un rappresentante del comune, da noi invitati: sintomo questo della scarsa considerazione da parte della maggioranza consiliare di questo Consiglio di cittadini (non solo elettori) che rappresentano o dovrebbero rappresentare. Scelta che risulta essere in contraddizione con l’auspicato coinvolgimento collaborativo caldeggiato con la recente istituzione della Commissione Sanità”. Un’assenza rumorosa, quella della prima cittadina della Rupe, da tempo in contrasto con le battaglie del comitato: “Questa è una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini”, sottolineano.
Quattro i temi caldi: la centralizzazione e spoliazione territoriale con un focus sul futuro del Distretto Sanitario di Orvieto; la privatizzazione del servizio sanitario nazionale; l’utilizzo nel territorio orvietano dei fondi Pnrr per Case ed Ospedali di Comunità; il rilancio dell’Ospedale di Orvieto in chiave interregionale.
Il Distretto Sanitario di Orvieto
Sul futuro del Distretto Sanitario tutti d’accordo che un accorpamento non porterebbe nulla di positivo; in particolare Miroballo evidenzia la criticità di un accorpamento vista la distanza di Orvieto con Terni, Narni e Amelia, lo stesso afferma Proietti secondo la quale l’unione porterebbe ad un maggior pellegrinaggio sanitario inutile e faticoso per i cittadini; Leonardi si dice “contraria ad ogni tipo di centralizzazione” e continua sottolineando l’importanza della partecipazione dei cittadini, che devono essere messi al centro della comunità e non veder spogliati i propri territori. Fiorini si dice convinto che i servizi sanitari territoriali scarseggiano, ma che per poter sviluppare i distretti sono necessarie nuove risorse economiche. Pasquinelli e Rizzo concordano sul fatto che è sparita la medicina territoriale per lasciare il posto ad una eccessiva centralizzazione. Fuori dal coro Tesei, che ribadisce la tesi secondo cui verranno accorpate le funzioni dirigenziali senza togliere i servizi del Distretto sul territorio.
Privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale
In merito alla privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale si sono trovati tutti d’accordo sull’importanza di investire sul sistema pubblico, solo Fiorini ha riportato la sua idea di necessità di utilizzo all’occorrenza del servizio privato per una migliore efficienza del servizio pubblico. La crescente diffusione dei servizi sanitari privati sul territorio viene invece minimizzata dalla Tesei che non la ritiene problematica in virtù della possibilità dei centri privati di accreditarsi con il Servizio Sanitario Nazionale. Stefania Proietti ribadisce invece che per un buon servizio pubblico serve un ottimo controllo delle risorse pubbliche, sostenendo che oggi tale controllo non esiste citando l’ultimo report della Corte dei Conti.
Fondi del Pnrr e case di comunità
Tutti i candidati convengono sull’importanza delle Casa di Comunità per il territorio, ma in particolare Leonardi si dice preoccupata dall’assenza di una programmazione in relazione ai servizi che dovranno essere erogati all’interno degli edifici che verranno realizzati con i fondi Pnrr Proietti si sofferma invece sul progetto di Casa ed Ospedale della Comunità previste per Orvieto,convinta che quei fondi non basteranno per eseguire l’intervento di ristrutturazione come da progetto, oltre a segnalare le criticità dovute alla posizione della struttura in pieno centro storico. Pasquinelli concorda, sottolineando l’importanza della medicina di prossimità. Tesei sottolinea nel video che entro novembre inizieranno i lavori per le due strutture previste per Orvieto e che, come da obiettivi Pnrr, entro il 2026 verranno attivati i servizi al loro interno.
Rilancio dell’ospedale di Orvieto
Tema molto sentito sul territorio il rilancio dell’ospedale di Orvieto. Miroballo centra l’attenzione su Orvieto e Assisi puntualizzando che l’ospedale orvietano deve essere assolutamente potenziato, in ragione della sua posizione geografica che lo rende punto di riferimento anche per il territorio viterbese. Leonardi e Rizzo, sulla stessa linea aggiungono che la vicinanza dell’ospedale di Orvieto all’asse autostradale rende ancor più strategico il suo ruolo, suggerendone il potenziamento delle funzioni di Primo soccorso ed Emergenza Urgenza. Proietti si dice convinta che il presidio ospedaliero Santa Maria della Stella debba diventare “attrattivo per il territorio” e “punto strategico per la mobilità attiva”. Tesei invece porta esempi sul fratto che il nosocomio orvietano è un Dea (Dipartimento emergenza accettazione) di I livello quanto formalmente è dotato di tutti i reparti necessari da normativa, senza però entrare nel dettaglio del loro effettivo funzionamento, spesso criticato dai cittadini.
la tardani del cdx scappa – complimenti al cdx e alla loro paura di perdere alle regionali