Flc Cgil e Cobas in presidio a Terni: manifestazione contro i tagli alla scuola pubblica

Sit-in dei sindacati e lavoratori della scuola contro le politiche del governo: “Serve un futuro stabile per i precari e fondi adeguati”

Davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale, la Flc Cgil ha organizzato una protesta con l’obiettivo di chiedere la fine dei tagli nel settore della conoscenza, esprimendo il malcontento diffuso tra gli operatori scolastici. Alla manifestazione hanno preso parte educatori, precari e cittadinanza, inclusi rappresentanti dei servizi educativi del Comune di Narni. Marco Vulcano, tra i promotori dell’iniziativa, ha dichiarato che la protesta mira a denunciare una politica governativa che “umilia la scuola” con continui tagli su più fronti, tra cui riduzione del personale, diminuzione delle scuole, tagli salariali e l’assenza di misure per i precari.

In Piazza della Repubblica, anche i Cobas hanno manifestato, chiedendo la stabilizzazione dei docenti precari con almeno tre anni di servizio. Martina Canali, rappresentante Cobas per i precari di Terni, ha proposto di ripristinare le convocazioni in presenza per rendere più trasparente il processo di assunzione, criticando il sistema attuale basato su algoritmi, da loro definito un “algoritmo cannibale”. I sindacati lamentano infatti che l’algoritmo, senza una gestione diretta, rischia di penalizzare molti lavoratori, specialmente quelli con esperienza ma non ancora stabilizzati.

Patrizia Puri, portavoce dei Cobas di Perugia, ha aggiunto che il sistema scolastico pubblico è sotto attacco ideologico, accusando il governo di voler imporre modelli sociali superati, basati su valori quali la patria e la famiglia, che considera ormai distanti dalla realtà attuale. Secondo Puri, questa visione avrebbe l’effetto di cristallizzare il sistema educativo, impedendo alla scuola pubblica di rispondere adeguatamente ai bisogni della società moderna e favorendo un modello che non valorizza la diversità e l’innovazione.

La protesta di Flc Cgil e Cobas si inquadra in un movimento di dissenso crescente contro le politiche governative, che secondo i manifestanti porterebbero ad una scuola sempre più impoverita e incapace di garantire un’educazione di qualità a causa delle carenze di fondi e del precariato strutturale. I sindacati chiedono un piano concreto per la stabilizzazione del personale precario, un intervento sulle retribuzioni e una gestione più trasparente e umana dei processi di assunzione e conferma del personale scolastico.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Cinque nuove decisioni del tribunale di Terni condannano il Ministero a risarcire docenti per ferie...

Altre notizie