Scuola, Cobas all’attacco: “Vinti i ricorsi dei precari ternani, vanno stabilizzati subito”

Cinque nuove decisioni del tribunale di Terni condannano il Ministero a risarcire docenti per ferie non pagate, RPD e spese legali

Prosegue la battaglia legale dei Cobas scuola contro la precarizzazione del personale docente e ATA. A fine giugno, il tribunale del lavoro di Terni ha emesso cinque sentenze favorevoli a insegnanti precari, riconoscendo oltre 16mila euro complessivi di diritti economici e riaffermando il principio secondo cui anche il personale a tempo determinato ha diritto alle stesse voci stipendiali previste per i colleghi di ruolo.

“I Cobas scuola hanno promosso dal 2021 al 2024 un gruppo di sette ricorsi per il personale docente e ATA”, fa sapere il sindacato in una nota. I ricorsi, che hanno visto l’adesione di decine di lavoratori della scuola, hanno riguardato “gli scatti pre-ruolo, l’indennità di ferie non fruite, il recupero dello scaglione 3-8, la ricostruzione di carriera, l’abusiva reiterazione dei contratti per i precari, il pagamento della retribuzione professionale docente (RPD) per i docenti e CIA per l’ATA”.

Tutti i ricorsi sono stati vinti, in ogni grado di giudizio, con la conseguenza che il Ministero dell’Istruzione e l’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria sono stati costretti a versare decine di migliaia di euro ai ricorrenti.

Le cinque nuove pronunce del tribunale di Terni, firmate dalla giudice Manuela Olivieri della sezione lavoro, hanno riconosciuto ai docenti il diritto al pagamento dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute, per importi che vanno dai 1.100 euro agli oltre 7.000 euro. In tutte le sentenze, inoltre, è stato riconosciuto anche il diritto alla retribuzione professionale docente (RPD) e alle spese legali, a carico del Ministero.

Secondo le motivazioni delle sentenze, “per il personale assunto per espletare incarichi di durata inferiore a quella annuale si pongono le medesime finalità di valorizzazione della funzione docente”, pertanto “non sono provate significative differenze nello svolgimento dell’attività lavorativa tra assunti a tempo indeterminato e supplenti temporanei”.

Una posizione ribadita anche dall’avvocato Alessio Ariotto, che ha seguito i ricorsi per conto dei Cobas: “Le sentenze confermano l’impianto giuridico da noi sostenuto: il precariato scolastico è frutto di scelte strutturali che ledono i diritti di chi lavora ogni giorno nella scuola”.

I Cobas scuola, a margine delle nuove vittorie giudiziarie, tornano a denunciare il comportamento del Ministero: “Da anni combattiamo contro la precarizzazione strutturale del personale scolastico, usata dallo Stato per risparmiare sulla pelle dei giovani docenti e ATA. Il Ministero, nonostante le condanne anche in sede europea, continua scandalosamente a ignorare i diritti dei lavoratori”.

E concludono con un appello diretto: “Chiediamo l’assunzione a tempo indeterminato dei precari della scuola e contrastiamo la riduzione dei diritti e del salario, imposta anche con l’avallo di chi firma contratti miseria, come l’ultimo siglato dai sindacati concertativi”.

Redazione

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