Da venerdì, lungo la Valnerina, è stato disattivato il sistema tutor per il rilevamento della velocità media. La segnaletica verticale che indicava il tutor è stata rimossa, e le telecamere esistenti sono ora convertite in autovelox fissi e mobili.
In particolare, le due postazioni principali si trovano: tra l’incrocio per Papigno e la Cascata e nella zona industriale di Arrone, direzione Collestatte.
Questi dispositivi funzioneranno come autovelox, con attivazioni a rotazione ogni quattro giorni, in alternanza con altre postazioni nei comuni della Valnerina.
Il commento del Movimento 5 Stelle
Sul cambio di strategia intervengono i consiglieri pentastellati Claudio Fiorelli e Francesco Pileri, che hanno commentato: “Meglio tardi che mai”, riferendosi alla trasformazione del tutor in autovelox, già proposta da loro in un atto di indirizzo presentato ad agosto.
“L’atto fu bocciato con argomentazioni che l’amministrazione Bandecchi ha smentito tre mesi dopo”, sottolineano. Criticano inoltre il cambiamento di posizione del sindaco Bandecchi: “Inizialmente la maggioranza dichiarò di non voler fare cassa e di puntare sulla sicurezza. Oggi Bandecchi ammette di aver firmato per bloccare il tutor e giustifica il tutto con l’intento di fare cassa, mettendo in secondo piano il tema della sicurezza”.
Sicurezza stradale o entrate economiche?
Il tema della sicurezza stradale sembra ora intrecciarsi con quello delle entrate economiche per i Comuni. Mentre il tutor aveva l’obiettivo di monitorare la velocità media lungo il tratto, il passaggio agli autovelox può avere implicazioni differenti, incentrandosi su infrazioni puntuali.
Il cambio di rotta ha acceso il dibattito politico e sollevato interrogativi su quale sia la priorità effettiva: garantire la sicurezza sulle strade o aumentare le entrate derivanti dalle sanzioni.