Il prefetto Antonietta Orlando, intervenendo in apertura della cerimonia, ha sottolineato come il ricordo non sia solo un atto commemorativo, ma anche un dovere morale e storico: “Non dobbiamo dimenticare la tragicità di un periodo buio del nostro Paese e dell’intera Europa.” Le sue parole sono un invito a mantenere vivo il ricordo per evitare che simili atrocità si ripetano nel corso della storia.
Durante l’evento, il professor Mauro Scarpellini, esperto della Shoah, ha riportato alla luce un episodio del 1944 accaduto sull’Isola Maggiore del Lago Trasimeno, coinvolgendo numerosi Ebrei. Questo tragico avvenimento testimonia la brutalità sistematica dello sterminio nazista, che ha colpito non solo le comunità ebraiche ma anche Rom, Sinti, disabili e prigionieri politici, come ha evidenziato Bandecchi: “L’Olocausto è stata innanzitutto Shoah, lo sterminio sistematico di intere famiglie e comunità ebraiche, ma è stato anche la soppressione di Rom e Sinti, di disabili, di prigionieri politici.”
Uno dei momenti più toccanti della giornata è stata la consegna delle medaglie d’onore conferite dal Presidente della Repubblica alla memoria di Angelo Cacciatore, Sergio Corsi, Luciano Luciani e Sirio Scarpellini, militari deportati e costretti al lavoro coatto nei lager nazisti. Questo gesto simbolico rappresenta un riconoscimento per il sacrificio di chi ha pagato un prezzo altissimo per la libertà e la dignità umana.