Dopo la cancellazione del meeting nazionale e il rinvio del Memorial D’Aloja per il ritardo nei lavori arriva la reazione, scontata del circolo Pd di Piediluco, con il suo reggente Sandro Piccinini, che fra i primi aveva denunciato il problema. Piccinini si dice stupito delle dichiarazioni dell’assessore Maggi il quale chiede “un allentamento dei vincoli esistenti sul lago”.
“Non sappiamo cosa si aspettasse l’assessore (forse gli applausi?) rispetto ai ritardi che stanno mettendo a rischio le attività remiere sul lago compreso il memorial D’Aloja – scrive il Pd – Ritardi che, secondo l’assessore, sono stati causati da una serie di problematiche che avrebbe ereditato nel momento in cui si è insediato. Tuttavia l’assessore dovrebbe ricordare che in occasione dell’incontro pubblico svolto presso il centro nazionale di canottaggio furono sollevati diversi suggerimenti che però né lui né la giunta hanno ritenuto di dover accogliere. Peraltro permangono dubbi rispetto alla mancanza di alcune infrastrutture necessarie (ad esempio nuovi parcheggi per i carrelli, coperture per le imbarcazioni del circolo canottieri.)”.
Piccinini insiste ancora sulla questione dei vincoli e: “Cosa vuol dire? Alzarsi una mattina e togliere norme che esistono da 20 anni? Allora fu chiesto il declassamento sia della ZPS che della SIC nel rispetto ovviamente delle leggi vigenti ma la cosa purtroppo naufragò. Oggi l’assessore chiede, forse per giustificare gli enormi ritardi sin qui accumulati e che risultano penalizzanti per Piediluco, “l’allentamento dei vincoli” e a questo a noi sembra sinceramente troppo poiché non può giustificare eventuali deroghe a leggi vigenti.
Piccinini parla quindi di cadute di stile e invita Maggi “a fare il suo mestiere chiedendo alla regione di attivare la procedura d’urgenza per la Vinca, ovviamente senza fughe in avanti e nel rispetto delle normative vigenti”.
Fiorelli: nuova prova di inefficienza
Di “disastro annunciato” parla invece il capogruppo M5S in Comune Claudio Fiorelli: “Invece di procedere per fasi, la scelta è ricaduta su un unico, enorme cantiere che ha paralizzato tutto. Pessima organizzazione e controlli inesistenti, pare infatti che nei primi mesi ci fosse solo un operaio al lavoro. Nonostante la scadenza di consegna fosse fissata al 2026, la mancanza di una programmazione ha impedito il regolare procedere dei lavori. Tale condizione può portare anche all’impossibilità, in estate, di sfruttare la zona di balneazione da parte dei turisti, aggiungendo un ulteriore danno d’immagine a Piediluco”, sottolinea Fiorelli
Il quale poi chiede al sindaco ed all’assessore Maggi “di prendersi le dovute responsabilità per questa gestione inefficiente. Per la mancanza di programmazione, l’assenza di controlli e la mancata concertazione con le associazioni”.