La fusione tra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno, attesa per giugno, coinvolgerà circa 6.000 dipendenti e sta sollevando interrogativi sul futuro dei punti vendita, in particolare quelli a marchio Superconti. La questione è stata affrontata anche nel consiglio regionale dell’Umbria, dove l’assessore Francesco De Rebotti ha sottolineato che, sebbene non vi siano richieste di accesso agli ammortizzatori sociali, la Regione monitorerà attentamente la situazione.
Nel frattempo, a Roma, un incontro tra l’azienda e una delegazione Cobas ha fatto emergere più dubbi che certezze. Secondo il sindacato, la cooperativa appare focalizzata sulla strategia commerciale, senza fornire garanzie precise su occupazione e salari. Sebbene sia stato confermato che i negozi Superconti manterranno il marchio, non vi è certezza sulla loro continuità operativa.
Un altro tema critico riguarda la possibile cessione di alcuni punti vendita, con un focus particolare sulle province di Massa e Lucca. Non è ancora chiaro se i lavoratori coinvolti rimarranno sotto il contratto Coop o saranno trasferiti a una nuova società con condizioni meno favorevoli.
Per approfondire la questione, è stato programmato un nuovo incontro tra azienda e sindacati il 27 febbraio. Inoltre, il 18 febbraio la Fisascat Cisl Umbria organizzerà un’assemblea pubblica presso il Cesvol di Terni, con l’obiettivo di accendere i riflettori sulle possibili ricadute occupazionali della fusione.
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