L’archivio di Nera Marmora a Spoleto: “A Terni nessuno spazio”. Scatta la raccolta firme

Sarà il teatro lirico di Spoleto ad ospitare la documentazione sulla celebre soprano ternana: "Nessuna Giunta ci ha mai ascoltato", dice la famiglia. Intanto si muovono le Edizioni Thyrus e lo storico Vincenzo Policreti

Il nome di Nera Marmora, all’anagrafe Gina Palmucci, ha brillato nei più grandi teatri italiani ed esteri del primo Novecento, accanto a leggende della lirica come Enrico Caruso, Beniamino Gigli e Tito Schipa. La sua voce ha incantato il pubblico del San Carlo di Napoli, della Fenice di Venezia, del Costanzi di Roma e del Massimo di Palermo, oltre che in Argentina e Cile. Diretta da maestri come Toscanini, Mascagni e Zandonai, fu elogiata anche da Giacomo Puccini, che la definì «soave nell’interpretazione della sua Mimì nella Bohème».

Eppure, Terni sembra aver dimenticato una delle sue figlie più illustri. L’archivio storico della soprano, composto da abiti di scena, locandine, lettere e documenti preziosi, non ha trovato una collocazione nella sua città natale ed è stato trasferito a Spoleto, dove è stato accolto dal Teatro Lirico Sperimentale.

Il mancato impegno di Terni e il trasferimento a Spoleto

Il pronipote Luca Venanzo, custode della memoria di Nera Marmora, ha più volte cercato di ottenere uno spazio a Terni per esporre i cimeli della cantante. «Ho incontrato i rappresentanti di tre diverse giunte comunali, ma nessuno ha mai preso a cuore il problema», afferma Venanzo. La mancanza di risposte ha portato la famiglia a rivolgersi altrove. È stato il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto a farsi avanti, dopo l’evento organizzato lo scorso anno all’Archivio di Stato di Terni per i cento anni dalla morte del soprano, avvenuta il 15 aprile 1924.

Ad affiancare la famiglia anche Alberto Cagnoli, figlio dello studioso Bruno Cagnoli, autore di un libro su Nera Marmora pubblicato nel 1989 con il sostegno del Comune di Terni. Cagnoli ha cercato, senza successo, di coinvolgere il Briccialdi di Terni, ma l’istituto, impegnato nella sua trasformazione in Conservatorio di Stato, non ha potuto garantire una soluzione concreta. «Nessuna delle porte a cui abbiamo bussato si è aperta» conclude amaramente.

Proteste e raccolta firme per riportare l’archivio a Terni

La decisione di trasferire l’archivio a Spoleto ha scatenato proteste tra cittadini e associazioni. Vincenzo Policreti, psicoterapeuta e autore del romanzo biografico Salto d’ottava. Vita di Nera Marmora, definisce «un’indecenza» la perdita di questo patrimonio culturale: «Per anni il pronipote di Nera Marmora ha chiesto aiuto, ma non è fregato niente a nessuno. A Terni organizziamo bene la sagra della porchetta, ma servirebbe qualcosa in più».

Policreti ha anche proposto di intitolare a Nera Marmora il viadotto delle Marmore, ma l’iniziativa non ha avuto seguito. Attualmente, a Terni il soprano è ricordato solo con una lapide sulla sua casa natale e una strada dedicata a Gina Palmucci, senza alcuna indicazione sulla sua carriera artistica.

Anche Francesco Giordanelli, presidente dell’Associazione Amici della Lirica di Terni, esprime il suo disappunto: «Un altro pezzo di storia della città che viene ignorato. Ora si ipotizza di ospitare l’archivio nel teatro Verdi, che però, secondo il progetto di ristrutturazione, non sarà adatto alla lirica. Un controsenso surreale».

La cantante lirica Rita Tomassoni denuncia la vicenda con parole dure: «Non solo siamo vittime del nostro futuro, ma anche del nostro passato. Non interessa più dare un volto a chi ha reso grande questa città».

Le Edizioni Thyrus, che nel 2024 hanno pubblicato Salto d’ottava, chiedono un intervento dell’Assessora alla Cultura, affinché si trovi una soluzione per riportare l’archivio a Terni. «La nostra casa editrice si batte da anni per mantenere viva la memoria di Nera Marmora» si legge in una nota.

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