Per diversi utenti Wind del Nord Italia, la connessione lenta o l’assenza di segnale non erano dovute a problemi tecnici dell’operatore, ma a un sofisticato schema criminale. Quattro tecnici specializzati sono stati accusati di aver rubato unità radio dalle antenne telefoniche, causando gravi interruzioni del servizio tra il 2022 e il 2023. Della banda, secondo quanto emerge, farebbe parte anche un ternano.
Le indagini, condotte dalla Procura di Treviso, hanno portato alla chiusura del caso e all’individuazione dei presunti responsabili. Si tratta di quattro dipendenti di una società di Monselice, ora accusati di furto con violenza sulle cose destinate a servizi di telecomunicazione. I sospettati, tutti difesi dall’avvocato Luigi Torrisi, rischiano il rinvio a giudizio.
Secondo gli inquirenti, i furti sono iniziati il 27 luglio 2022 a Cornuda, per poi estendersi a numerose località tra Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. I ladri simulavano interventi di manutenzione, salivano sulle antenne e, una volta in quota, tranciavano i cavi per asportare le unità radio, che successivamente venivano rivendute privatamente.
Le città colpite includono Bolzano Vicentino, Dueville, Oderzo, Soave, Altavilla Vicentina, Montecchio Maggiore, Nave San Rocco, Rosà, Castelfranco Veneto, Ponzano, Casier, Lazise, Bussolengo, Mareno di Piave, Vittorio Veneto, Staranzano, Villese, Barbiago, Spinea, Mirano, Zero Branco, Fontanafredda, Codognè, Aviano, Budoia, Porcia, Pordenone, Vedelago e persino Bagnacavallo, nel ravennate.
I disservizi per gli utenti Wind sono durati circa sei mesi, con ripetuti blackout nelle comunicazioni mobili e internet. Alla fine, però, gli inquirenti sono riusciti a risalire ai responsabili grazie ai falsi interventi tecnici registrati. La banda è stata denunciata e ora attende il processo.