“Ho raccolto 75 firme: ne bastavano 62 ma abbiamo voluto metterci in sicurezza”. Stefano Bandecchi annuncia che si candiderà a presidente della Provincia di Terni nelle elezioni indette il 30 Marzo: “Abbiamo 19 consiglieri, me compreso: io non ho firmato, quindi vuol dire che c’è sta succedendo qualcosa di nuovo. Tutti i sindaci di buona volontà vogliono che la Provincia funzioni bene. Hanno avuto colori diversi ma nessuno ha mai fatto lavori per bene, quindi vuol dire che c’è fermento nell’aria”
Sono 408 gli elettori fra sindaci e consiglieri comunali del territorio provinciale ma il peso dei voti non è lo stesso. Il voto del sindaco di Terni, per esempio, vale circa 1400 cittadini mentre quello del sindaco di Amelia attorno ai 350 e quello di Polino 70. Si chiama “voto ponderato” (qui le modalità di ponderazione) e serve ovviamente ad evitare “blitz”.
Ma proprio il fatto che Bandecchi sia riuscito a raccogliere le firme fuori dal perimetro del suo partito spariglia le carte. Le ipotesi sono due, a questo punto: una sfida a tre, con Bandecchi contro i due poli oppure Bandecchi che sulla base del consenso più largo ottenuto potrebbe far valere il peso dei suoi 19 consiglieri (in gran parte fra l’altro ternani, quindi portatori di voti “pesanti”) per eventuali accordi, facendo però un passo di lato.
Dentro il Pd qualcuno – si dice l’assessore regionale De Rebotti- aveva avanzato una sorta di “patto dell’ombrello” fra centrodestra e centrosinistra con l’individuazione di un candidato concordato per stoppare la scalata di Bandecchi, ma l’idea non è passata e dunque si va alla conta. Candidati possibili: da una parte (centrosinistra) Fabio Di Gioia, stimatissimo sindaco di Arrone ed ex consigliere; Lorenzo Lucarelli, sindaco di Narni; Riccardo Aquilini di Montecastrilli oppure – per la serie “il nuovo che avanza” nientemeno che l’ex presidente della Provincia Giampiero Lattanzi, sindaco di Guardea sconfitto da Pernazza in Provincia all’ultimo giro. Più difficile il nome di Federico Gori, sindaco di Montecchio, perchè è stato eletto a capo di Ance.
Dall’altra, lato centrodestra, pare certo che si sceglierà una pedina “moderata”: in rampa di lancio Roberta Tardani, sindaca di Orvieto. Alternativa Giuseppe Malvetani, sindaco di Stroncone, che però ha già il suo uomo forte Marco Bruni che siede in consiglio.