Grande affluenza alla Sala DigiPass di Orvieto per l’incontro organizzato dal Comitato Orvietano per la Salute Pubblica (C.O.S.P.), con il supporto di diverse associazioni, per fare il punto sulla situazione del Consultorio Familiare locale e della rete consultoriale umbra. L’evento, svoltosi sabato 15 marzo, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e sanitari, oltre a esperti e cittadini.
A moderare il dibattito è stata Emma Scanu, presidente del C.O.S.P., mentre tra i presenti si sono distinti Alda Coppola, assessore alle Politiche sociali del Comune di Orvieto, il Consigliere regionale Francesco Filipponi e il Dott. Massimo Marchino, Direttore del Distretto sanitario di Orvieto. Quest’ultimo, nel suo intervento conclusivo, ha risposto alle domande sollevate durante l’incontro, fornendo aggiornamenti sulle prossime azioni previste per il potenziamento del Consultorio.
La funzione essenziale del Consultorio Familiare
Nel corso dell’evento, è stata ribadita l’importanza del Consultorio come spazio sicuro e inclusivo, dove uomini e donne possono ricevere supporto nelle diverse fasi della vita: dall’infanzia alla menopausa, passando per adolescenza, gravidanza e genitorialità. Un presidio fondamentale per la prevenzione e il benessere della comunità, istituito con la legge n. 405 del 1975, che compie quest’anno 50 anni.
Tuttavia, i dati emersi durante il dibattito hanno evidenziato alcune criticità nel sistema consultoriale umbro. Secondo un’inchiesta dell’Istituto Superiore di Sanità, nella regione mancano linee guida ufficiali e una programmazione strutturata per il funzionamento dei Consultori. Inoltre, non esiste un flusso informativo dedicato né una relazione periodica sulle attività svolte.
Le carenze del sistema sanitario locale
Tra gli interventi più applauditi, quello della ginecologa Marina Toschi, che ha sottolineato come l’Umbria non preveda la contraccezione gratuita, a differenza di altre regioni come Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna. Questa mancanza spinge molte donne a ricorrere alla pillola del giorno dopo, considerata la soluzione più economica, ma non sempre la più adeguata.
Anche Loretta Fucello, vicepresidente de “Il filo di Eloisa”, ha denunciato le difficoltà affrontate dal Consultorio di Orvieto, gestito da un organico ridotto composto solo da due ostetriche e una psicologa. Teresa Marchesini, ostetrica del Consultorio di Ellera, ha poi raccontato la propria esperienza nel promuovere attivamente i servizi sul territorio, ribadendo che il Consultorio non è un semplice ambulatorio, ma un luogo di accoglienza e supporto.
Le richieste e le risposte delle istituzioni
Nel suo intervento finale, il Dott. Massimo Marchino ha annunciato l’arrivo di una ginecologa per il Consultorio di Orvieto, attiva dal 10 marzo, anche se con un orario limitato a sole nove ore settimanali.
Su sollecitazione del Comitato e delle associazioni presenti, sono state valutate ulteriori azioni per migliorare il servizio, tra cui:
- Estensione dell’orario di servizio del ginecologo, coinvolgendo anche altre sedi (Fabro e Monterubiaglio);
- Aumento del personale ostetrico, attingendo dalle risorse della USL Umbria 2;
- Miglioramento della comunicazione tra Consultorio e scuole, per favorire la conoscenza dei servizi offerti;
- Utilizzo degli spazi consultoriali per gruppi di mutuo aiuto su temi come allattamento e menopausa;
- Attivazione di un numero WhatsApp dedicato per consentire agli utenti di contattare il Consultorio in modo più immediato.
L’incontro ha dimostrato che, quando i cittadini avanzano richieste fondate e motivate, le istituzioni sono disposte ad ascoltare e intervenire. Il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica ha ribadito il proprio impegno nel continuare a monitorare la situazione e a lavorare affinché il Consultorio di Orvieto torni a essere un punto di riferimento essenziale per la comunità.