Un presidio di protesta, davanti al Mc Donald’s centrale di via dello stadio per chiedere più diritti, ma soprattutto una integrazione di secondo livello al contratto che consenta ai lavoratori di conciliare la vita con gli impegni professionali.
A spiegare i motivi dello sciopero – indetto su base nazionale e sviluppato con 8 ore a livello territoriale – sono i sindacati: “I lavoratori qui hanno contratti quasi tutti part time a partire da 18 ore. Chi vuole fare straordinari per guadagnare di più deve sottostare a ciò che dice l’azienda: nessuna rischiesta, nessun diritto, chiamata all’ultimo minuto, quindi nessuna possibilità di organizzarsi”, sottolinea Sonia Paoloni della Filcams Cgil
“Mc Donald’s è il seconda datore di lavoro nel mondo e il primo nella ristorazione, ma non vuole aprire alcuna trattativa con i sindacati – aggiunge Sergio Sabatini della Fisascat Cisl – Per questo abbiamo deciso di essere qui nel giorno di Pasqua, per avere più visibilità”. Gli fa eco Massimiliano Ferrante della Uiltucs: “Un’azienda leader del settore non può comportarsi così e non dare ai lavoratori ciò che meritano: noi siamo qui perchè vogliamo che si arrivi a questi accordi di secondo livello: è un diritto”.





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