Continua a far discutere la gestione del pronto soccorso, dopo le accuse di Fp Cgil relative al sovraffollamento nei giorni festivi e la difesa dell’Azeinda Ospedaliera.
Ad intervenire stavolta sono i consiglieri regionali del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, che puntano il dito contro la giunta Tesei e il sindaco Bandecchi, ritenuti responsabili del progressivo smantellamento della sanità pubblica in Umbria. Le critiche più aspre riguardano la delibera regionale del dicembre 2023 che prevede la riduzione di posti letto negli ospedali di Narni, Amelia e Spoleto, con un impatto diretto sulla qualità e tempestività delle cure per i cittadini della provincia di Terni.
Secondo Grazia Proietti, Luca Simonetti e Francesco Filipponi, “questa scelta è solo la manifestazione più evidente di una strategia sistematica di indebolimento del sistema sanitario pubblico, portata avanti negli ultimi cinque anni. L’obiettivo, sostengono, sarebbe favorire le strutture private convenzionate, con benefici diretti per figure come Stefano Bandecchi, operante nel settore della sanità privata”.
I consiglieri affermano che l’attuale congestione del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria sia anche una conseguenza della politica sanitaria promossa dal centrodestra, che avrebbe causato una vera e propria desertificazione dei servizi pubblici, con gravi ricadute sull’assistenza ai cittadini. “I dati parlano chiaro- sottolineano in una nota – la mobilità passiva ha superato i 110 milioni di euro, con un incremento del 23,9 percento in cinque anni, segno che sempre più umbri sono costretti a curarsi fuori regione”
“Un fallimento totale delle politiche regionali”, denunciano i consiglieri che accusano Bandecchi di voler distogliere l’attenzione dai reali problemi, alzando i toni senza affrontare le responsabilità del passato