In Umbria, una famiglia spende in media 77 euro al mese per la mensa scolastica, una cifra più bassa rispetto alla media nazionale di 85 euro. Tuttavia, questa apparente convenienza economica si scontra con una realtà infrastrutturale più complessa: meno della metà degli edifici scolastici dispone di un servizio mensa interno, un dato che evidenzia una carenza strutturale significativa e solo in parte affrontata dal PNRR.
Secondo l’ottava Indagine sulle mense scolastiche condotta da Cittadinanzattiva, i dati umbri sono stati calcolati considerando una famiglia tipo composta da due genitori e un figlio minore, con un reddito lordo annuo di 44.200 euro e un ISEE di 19.900 euro. L’utilizzo della mensa è stimato su 20 giorni mensili per 9 mesi l’anno.
Il costo del pasto varia significativamente tra le due province principali umbre. A Perugia un pasto costa mediamente 3,25 euro, mentre a Terni si arriva a 4,49 euro. Questo si traduce in una spesa mensile di 65 euro per le famiglie perugine e 90 euro per quelle ternane, ovvero 585 contro 808 euro all’anno. L’aumento dei costi a Terni nell’ultimo anno è stato del 5,45%, pari a 36 euro in più annui, dato che colloca l’Umbria seconda solo alla Sicilia per incremento annuale.
Su 802 edifici scolastici statali umbri, solo 328 (il 40,8%) sono dotati di un ambito funzionale mensa, una percentuale che supera la media italiana del 34,5%, ma che resta distante da regioni più virtuose come la Toscana, dove il 59% delle scuole è attrezzato con una mensa interna. Le regioni meridionali risultano le più carenti, accentuando il divario Nord-Sud nella qualità dei servizi scolastici.
Nonostante il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) preveda oltre un miliardo di euro a livello nazionale per mense scolastiche e l’estensione del tempo pieno, in Umbria sono stati finanziati solo 19 interventi su 961 complessivi. Di questi, 15 riguardano nuove costruzioni, uno un ampliamento e tre il recupero di locali già esistenti. Una cifra che appare modesta in rapporto alle esigenze strutturali del territorio.
Cittadinanzattiva sottolinea la necessità di riconoscere le mense scolastiche come un servizio pubblico essenziale, proponendo l’elaborazione di un piano quinquennale nazionale per la costruzione di nuove mense da avviare dopo la conclusione del PNRR. Un passo necessario per garantire equità di accesso, qualità del servizio e supporto alla didattica a tempo pieno, soprattutto nelle aree meno attrezzate.