Teleconduzione Enel e canone idroelettrici, Ferranti: “La Regione è inerte”

Il vicepresidente della Provincia denuncia l’immobilismo della Regione Umbria e chiede azioni urgenti: "Non accetteremo altri silenzi e mediazioni al ribasso. Serve un tavolo istituzionale urgente"

“Serve un intervento immediato”, incalza Francesco Ferranti, vicepresidente della Provincia di Terni e capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, parlando della chiusura del posto di teleconduzione Enel di Villavalle e del silenzio della Regione Umbria. Una denuncia che si estende anche al tema dei canoni idroelettrici e alla gestione strategica dell’acqua, in un momento in cui il territorio appare sempre più abbandonato.

Secondo Ferranti, la chiusura del presidio di telecontrollo prevista per il primo ottobre 2025 non è solo una scelta industriale, ma un colpo diretto alla sicurezza idraulica del territorio e all’occupazione. “È una scelta miope”, afferma, “che espone il territorio a rischi idraulici e lascia dietro di sé un vuoto industriale e occupazionale difficile da colmare”.

Le istituzioni regionali vengono accusate di inerzia, più attente – secondo Ferranti – a “vicende congressuali del Pd” che alle reali emergenze del Ternano. “Non è tollerabile che la Regione non si pronunci”, dichiara, mentre denuncia il totale abbandono della questione del nuovo ospedale, ormai “archiviato”.

L’allarme lanciato non è isolato. Anche i sindacati del settore hanno recentemente denunciato un senso di abbandono. La Provincia, dal canto suo, ha preso posizione insieme all’assemblea dei sindaci. Ma per Ferranti non basta. “La Regione dovrà intervenire utilizzando ogni strumento a disposizione, a partire dalla legge sui canoni idroelettrici”, afferma, chiedendo una contromossa politica che imponga a Enel un forte indennizzo per un atteggiamento definito “predatorio”.

“Le rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi dalla Regione non hanno prodotto risultati”, aggiunge, evidenziando come le sole parole di contrarietà e gli atti simbolici approvati in consiglio regionale non siano sufficienti. “Si metta mano alla legge sui canoni”, insiste, proponendo un intervento che renda economicamente insostenibile per Enel l’attuale piano di dismissione.

Ferranti sottolinea come il tema della teleconduzione sia strategico per l’intera rete idraulica dell’Umbria: “Una infrastruttura senza questa attività perderà di valore ed efficienza”, afferma, evidenziando il rischio che il controllo delle acque venga trasferito fuori regione, compromettendo la tempestività di intervento in caso di emergenze.

All’orizzonte, inoltre, c’è la scadenza delle concessioni idroelettriche nel 2029, un passaggio cruciale per la gestione del bacino Nera-Velino e per il futuro energetico dell’intera area. In vista di questo scenario, Ferranti punta sulla creazione di una società mista pubblico-privato, ma ammonisce: “Il ruolo che Enel vorrà recitare in questo processo passa per la sua affidabilità come partner”.

Infine, il vicepresidente lancia un appello chiaro e deciso: “Non accetteremo altri silenzi e mediazioni al ribasso. Serve un tavolo istituzionale urgente che coinvolga tutte le istituzioni, per impedire atteggiamenti predatori e tutelare il nostro tessuto produttivo”.

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