Professor Bonifazi, lei ha partecipato con entusiasmo alla tre giorni de “Il potere delle acque” a Terni. Cosa l’ha spinta ad accettare l’invito?
Ho accettato con grande piacere, perché questo incontro rappresenta un’occasione rara di riflessione collettiva. La mia visione si discosta da molte altre espresse durante l’evento: non parlo dell’acqua in termini di energia o sfruttamento tecnologico, ma del suo potere evocativo. L’acqua è cultura, è storia, è poesia. È un simbolo identitario capace di ispirare e rigenerare. Per Terni, questo potere può essere la chiave per una rinascita culturale autentica.
Il suo intervento ha toccato un tema molto delicato: la memoria storica di Terni. Può approfondire?
Terni ha una storia straordinaria, spesso sottovalutata o ignorata. Vivo a Perugia da anni, e recentemente, parlando con una docente di storia dell’università, ho citato la Dieta di Terni ai tempi di Federico II. La sua risposta – “Terni era un villaggio nel XIII secolo” – mi ha colpito. È una percezione falsata: Terni fu un municipium romano, un crocevia strategico, un centro culturale. Ridare dignità a questa storia non è solo un atto culturale, è una missione civile.
Da qui nasce anche il lavoro della vostra associazione, UMRU. Qual è il vostro obiettivo?
Lavoriamo da anni per riportare alla luce il patrimonio identitario del territorio, partendo proprio dall’acqua: dalla Valnerina alla Cascata delle Marmore, dal lago di Piediluco alle sorgenti poetiche di questi luoghi. L’acqua non è solo natura o risorsa, è ispirazione. I grandi autori del passato – Virgilio, Claudiano, Leandro Alberti, Addison, Byron – hanno celebrato la bellezza selvaggia delle nostre acque.
Ha citato anche Dante Alighieri. In che modo è legato a Terni e alla Cascata delle Marmore?
Non abbiamo prove documentali della presenza di Dante a Terni, ma l’analisi comparata dei testi ci permette di ipotizzare che descriva proprio la Cascata e la Valnerina nei canti VIII e IX dell’Inferno. Riprendendo l’Eneide, Dante colloca la porta dell’Ade sotto il primo salto della cascata: le immagini sonore e visive che usa sembrano tratte da quei luoghi. Da questa suggestione nasce il progetto “Dante alla Cascata”.
Ci racconta questo progetto?
Lo presenteremo il 3 maggio al Museo Multimediale Hydra. È un lavoro che unisce letteratura, arte e territorio. Gli artisti locali interpreteranno visivamente le terzine dantesche, trasformandole in opere d’arte. È un modo per restituire concretezza all’immaginario poetico e coinvolgere scuola, cultura e comunità. Vogliamo che Terni diventi un punto di riferimento per scrittori, registi, sceneggiatori e artisti, non più solo una tappa “mordi e fuggi”.
In conclusione, quale messaggio vuole lasciare?
Il potere delle acque è un potere universale: evoca, emoziona, rigenera. Ma va protetto, valorizzato, sostenuto. Le istituzioni devono crederci, la comunità deve viverlo. La rinascita di Terni passa da qui: dalla sua storia, dalla sua bellezza, dalla sua identità. E noi, con UMRU, siamo pronti ad accompagnarla in questo cammino.
