Terni non può più aspettare

Michela Bordoni al forum "Il potere delle acque": “Vogliamo solo ciò che ci spetta. Non è politica, è giustizia amministrativa.”

Durante la tre giorni del forum “Il potere delle acque”, svoltosi a Terni, l’assessore comunale Michela Bordoni ha rilasciato dichiarazioni forti e appassionate sul tema dei canoni idrici e dei diritti dei territori. In un momento in cui la città affronta importanti sfide economiche e organizzative, Bordoni ha scelto di parlare non da esponente politico, ma da cittadina. Ne è scaturito un intervento che ha il sapore di un appello civile, lucido e determinato.

Assessore Bordoni, il suo intervento ha sorpreso per il tono diretto. Come nasce questa presa di posizione così netta?

Non parlo da politica, ma da cittadina. Da donna che vive questa città ogni giorno, che ne conosce le contraddizioni, ma anche le potenzialità. Da un anno e mezzo, come Comune di Terni, denunciamo una situazione che ha dell’assurdo. La legge regionale 1/2023 stabilisce chiaramente che il 35% dei canoni idrici deve tornare ai Comuni sede di impianti idroelettrici. Terni lo è. Eppure, nulla è arrivato.

Può essere più specifica su cosa manca, concretamente?

Non c’è nulla. Nessun bando, nessuno stanziamento, nessuna risposta. Eppure sappiamo con precisione cosa spetterebbe a Terni: 2 milioni e 600 mila euro l’anno. Non stiamo chiedendo favori o privilegi, ma solo l’applicazione di una legge regionale approvata da tutti. È una questione di rispetto delle regole.

Cosa comporta questa situazione per la vita della città?

Lavoriamo nel buio. Sulle manifestazioni, come il Cantamaggio, non ci sono certezze. Lo stesso è accaduto per San Valentino, e prima ancora per il Natale. Ci stiamo arrangiando, inventando soluzioni, facendo miracoli. Ma non è più sostenibile. Non si può programmare una città nell’incertezza totale.

La Regione segnala contenziosi con Enel: è questo il problema?

Se parliamo della quota variabile, capisco. Ma qui si tratta della quota fissa, quella prevista per legge e che non è in discussione. Quella va erogata ai Comuni, punto. Non si può continuare a usare il contenzioso come scusa per rinviare.

Cosa chiedete, dunque, alla Regione Umbria?

Chiediamo l’applicazione della legge. Chiediamo autonomia, dignità, rispetto. Terni non può essere trattata solo come il serbatoio d’acqua dell’Umbria. Abbiamo diritto a programmare il nostro futuro con le risorse che ci spettano per legge.

Lei ha detto: “non è politica, è giustizia amministrativa”. In che senso?

Perché non si tratta di appartenenze o di schieramenti. È una questione di legalità e di rispetto istituzionale. Se una legge è approvata, va applicata. Terni non chiede nulla di più.

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