Professoressa Laudadio, qual è stato il suo punto di partenza per l’intervento all’evento “Il potere delle acque”?
Ho accolto con entusiasmo l’invito a partecipare perché questa iniziativa ha rappresentato un vero laboratorio civico e culturale. Ho scelto un’angolazione diversa rispetto a quella più fisica o tecnica dell’acqua: la sua forza evocativa, letteraria, simbolica. L’acqua, a mio avviso, è capace di restituire bellezza e identità a Terni, una città che spesso non sa di averle o dimentica di riconoscerle.
In che modo l’acqua può diventare uno strumento educativo e culturale per i giovani?
Purtroppo, sento spesso i miei studenti dire: “A Terni non c’è niente”. Questo è un segnale importante. Come scuola, come educatori e cittadini, dobbiamo ricostruire il racconto della nostra città. E possiamo farlo proprio a partire dall’acqua: Terni è città d’acqua da sempre, ma questo patrimonio non è percepito dalle nuove generazioni. L’acqua può essere il filo narrativo per D.
Quali prospettive culturali e turistiche può aprire questa iniziativa?
È un’occasione preziosa, sia culturalmente che turisticamente. Tuttavia, perché abbia impatto reale, serve il sostegno delle istituzioni. Troppi progetti scolastici restano chiusi nei cassetti. La scuola lavora ogni giorno sul tema dell’acqua, non solo in letteratura, ma anche in chimica, fisica, educazione civica. Serve un ponte stabile tra scuola e città.
Ha lanciato due proposte concrete durante il suo intervento. Può condividerle con noi?
La prima è la creazione di un Manifesto delle Acque, un documento condiviso per riflettere sull’identità idrica di Terni e sulle responsabilità individuali e collettive per custodirla. La seconda è una Fiera delle Acque, un evento annuale che possa coinvolgere anche altre città italiane legate all’acqua, promuovendo gemellaggi e circuiti di scambio culturale e turistico.
Che ruolo può e deve avere la scuola nella valorizzazione del territorio?
La scuola è parte viva di questo territorio. I nostri studenti devono sapere che Terni può non solo dar loro i natali, ma anche offrirgli un futuro. E il futuro si costruisce con la conoscenza, con l’identità, con la passione. Questo evento è stato un grande brainstorming collettivo: ora dobbiamo trasformare le idee in progetti concreti. Come l’acqua, le idee devono scorrere, ma non perdersi. Devono nutrire, alimentare, far crescere.
