Il voto favorevole del vicepresidente della Provincia di Terni Francesco Ferranti alla proposta di assunzione del direttore generale e del capo di gabinetto ha acceso un fronte polemico interno al centrodestra. Un voto isolato, il suo, all’interno della coalizione, che ha provocato una dura reazione da parte di Forza Italia, partito di cui Ferranti è esponente. Ma la replica non si è fatta attendere.
In una nota, Ferranti ha motivato la propria posizione ribadendo che «l’UPI ha proposto a tutte le Regioni una legge per riorganizzare le funzioni provinciali su temi cruciali come caccia, pesca, agricoltura e promozione delle produzioni locali», e che per dare concretezza a questo rilancio non bastano budget e deleghe. «Servono strutture amministrative solide, adeguatamente dimensionate e competenti, e Terni ha già lanciato un segnale in tal senso».
Secondo Ferranti, la nomina di un Direttore Generale rappresenta una scelta strategica, necessaria per «rafforzare un organico in grado di gestire le nuove competenze». Ma la bocciatura del provvedimento — sei voti contrari e cinque favorevoli — riflette un «conflitto interno che ostacola la modernizzazione amministrativa e la crescita del territorio».
Il vicepresidente della Provincia ha anche avanzato cinque proposte operative per uscire dallo stallo istituzionale: aprire un dialogo trasparente tra maggioranza e opposizione, chiarire i ruoli interni, adottare procedure condivise, introdurre mediazione super partes e investire nella formazione sulla gestione dei conflitti. «Solo così si potrà trasformare il conflitto in opportunità, valorizzando il principio costituzionale del buon andamento », ha dichiarato.
Ferranti, parlando poi della dura nota nei suoi confronti da parte di Forza Italia commenta caustico: «Prendo atto delle posizioni del mio partito espresse in un documento dove non vengo neppure citato. Mi avrebbe stupito il contrario. Le questioni politiche vanno affrontate prima, non a posteriori. L’ordine del giorno era pubblico già dal 23 maggio, c’erano 12 giorni per discuterne».
Quanto alle alleanze, Ferranti ha osservato che governi locali trasversali sono già realtà: «A Baschi o Avigliano Umbro, Forza Italia governa con vice sindaci che da anni votano atti amministrativi promossi da sindaci del PD. Lo stesso avviene nella Provincia di Viterbo».
In un contesto già complesso, il tema delle nomine in Provincia diventa quindi lo specchio di una crisi interna al centrodestra locale, con implicazioni politiche che vanno oltre la singola delibera. Resta ora da capire se le proposte di Ferranti apriranno un varco per il dialogo, o se il muro di Forza Italia e degli alleati resterà invalicabile.