Manola Conti, cosa l’ha colpita di più dell’incontro “Il Potere delle Acque”?
Mi ha colpita la profondità dei pensieri condivisi, in particolare il riferimento all’acqua come forza generatrice e bene comune. Ho sentito parole che parlavano di sogni e visione, concetti che condivido pienamente. L’acqua, per noi che viviamo a Marmore, non è solo un elemento naturale: è parte integrante della nostra storia e della nostra identità. Ed è proprio da lì che dobbiamo ripartire.
Lei vive a Marmore, luogo simbolico e suggestivo. Come descriverebbe il rapporto della comunità con l’acqua?
È un legame profondo e quotidiano, ma non sempre compreso fino in fondo. Marmore è spesso percepita solo come la località della famosa cascata, ma in realtà racchiude un patrimonio storico e umano straordinario. Pensiamo al Sentiero 5, per esempio: è un museo a cielo aperto di archeologia industriale, con turbine Francis e reperti unici che raccontano una storia di lavoro, ingegno e relazione con l’acqua. È un luogo che merita visibilità, ma che ancora in troppi ignorano.
Come Proloco, quali azioni concrete avete intrapreso per la valorizzazione del territorio?
Organizziamo eventi sportivi, teatrali e culturali che attraggono persone da tutta Italia. Sono occasioni per raccontare le nostre tradizioni e per mostrare il valore autentico del territorio, oltre la cartolina. Ogni manifestazione è anche un modo per rafforzare il legame della comunità con la propria terra, per creare appartenenza e futuro.
E il futuro? Qual è il suo sogno per Marmore?
Il mio sogno è semplice e potente: vedere finalmente realizzati i tanti progetti già esistenti, mettere in moto le risorse che ci sono e avere la volontà politica e comunitaria per svilupparli. L’acqua può diventare fonte di benessere e lavoro, se valorizzata in modo sostenibile. Non servono promesse, servono azioni. Ringrazio chi ha reso possibile questo incontro e rinnovo l’invito a tutti: trasformiamo le parole in fatti. È tempo di cominciare davvero.
