Due uomini, un 46enne di origine dominicana e un 48enne peruviano, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Terni con le accuse di violenza sessuale aggravata e lesioni personali. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fatti si sarebbero verificati a settembre dello scorso anno in un monolocale situato in largo Liberotti, nella disponibilità dei due indagati.
La denuncia è stata sporta dalla vittima, una ragazza di 22 anni, che dopo l’aggressione si è recata in ospedale per i controlli previsti dal protocollo del codice rosa. I test tossicologici effettuati in quell’occasione hanno dato esito negativo, ma è stato riscontrato un elevato tasso alcolemico nel sangue della giovane.
Nei giorni seguenti, la vittima ha riconosciuto i presunti aggressori attraverso fotografie mostratele dai carabinieri del comando provinciale di Terni, contenenti volti già noti alle forze dell’ordine. L’identificazione è stata poi rafforzata dal confronto del Dna: i campioni prelevati dagli indumenti della ragazza risultano compatibili con quelli dei due indagati.
Il giudice ha disposto una nuova audizione della giovane per approfondire la sua versione dei fatti, ma la ragazza, che nel frattempo ha manifestato un significativo peggioramento delle condizioni psicologiche, è stata trasferita in un centro di riabilitazione nelle Marche e non parteciperà all’incidente probatorio previsto per lunedì mattina.
A rappresentarla ci sarà il suo legale, affiancato da una psichiatra nominata dal tribunale per stabilire se la 22enne sia in condizioni psicofisiche adeguate per poter rendere testimonianza. Qualora dovesse essere ritenuta non idonea, la ricostruzione dell’accaduto dovrà basarsi su altri elementi probatori.
Nonostante l’esito della perizia psichiatrica, la difesa ha annunciato l’intenzione di chiedere l’audizione protetta della vittima, una modalità che garantisce la tutela della persona offesa in casi di particolare fragilità, senza esporla direttamente al confronto con gli imputati o al contesto giudiziario tradizionale.
Si dovrebbe attentamente monitorare chi vive nelle case antiche fatiscenti che i proprietari affittano a chiunque in nero guadagnandoci sopra e senza spendere un soldo per la manutenzione, basta osservare la sera chi esce fuori da queste tane.. Per non parlare dell’immondizia lasciata ogni dove. Speriamo che questa ragazza abbia giustizia e che in qualche modo possa riprendersi..
A che serve l’incidente probatorio? Riconoscimento e DNA…. Ma cos’altro deve sopportare sta ragazza?
Ogni giorno una da quando siamo invasi da gente di dubbia provenienza, tempo fa’ era una città tranquilla. Viva l’ accoglienza!
“Anche se ho bevuto” tu non puoi.
Schifosi.