Un operaio edile di 50 anni è stato colto da un grave malore causato da un colpo di calore, al termine della giornata lavorativa. L’uomo, visibilmente provato, aveva appena terminato il turno e si stava preparando a rientrare a casa a bordo del pulmino aziendale, quando i colleghi si sono accorti che qualcosa non andava.
Fronte madida di sudore e volto pallido, il lavoratore non riusciva a parlare con lucidità e mostrava segni evidenti di disorientamento. I colleghi hanno immediatamente allertato i soccorsi. Giunto al pronto soccorso dell’ospedale di Terni, i sanitari hanno rilevato una temperatura corporea di 41 gradi centigradi, compatibile con un colpo di calore acuto.
Il personale medico ha prestato le prime cure d’urgenza e successivamente ha disposto il ricovero in Rianimazione, dove l’uomo si trova tuttora in osservazione. La prognosi resta riservata, ma l’ospedale ha fatto sapere che le condizioni sono stabili.
L’episodio ripropone con urgenza il tema della sicurezza sul lavoro durante l’estate, soprattutto per chi svolge attività fisicamente impegnative all’aperto. Temperature estreme, elevate umidità e mancanza di adeguate pause all’ombra rappresentano fattori di rischio importanti per chi lavora in edilizia o in altri settori esposti agli agenti atmosferici.
Secondo gli esperti, il colpo di calore è una condizione grave che si verifica quando il corpo non riesce più a regolare la temperatura interna. I sintomi tipici comprendono confusione mentale, perdita di coscienza, sudorazione eccessiva o assente, nausea, crampi muscolari e febbre alta. Se non trattata tempestivamente, può avere conseguenze fatali.
Il caso è stato riportato in prima battuta dal quotidiano Il Messaggero, che ha evidenziato anche la prontezza dei colleghi dell’uomo, il cui intervento rapido ha evitato conseguenze potenzialmente più gravi.
L’ordinanza della Regione e le parole dei sindacati
Scatteranno sicuramente le indagini anche per capire se la ditta per cui lavorava ha rispettato la recente prescrizione della Regione che impone la sospensione dei lavori durante le ore più calde. L’ordinanza, in vigore fino al 31 agosto, vieta sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto, nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala rischio alto.
E proprio in questi giorni il ministero del Lavoro ha siglato un protocollo in tema di calore, cambiamento climatico e sicurezza, con l’edilizia al centro, che prevede la forte responsabilizzazione delle aziende.
I sindacati ovviamente battono il tasto della sicurezza, in primis la Cisl che tramite una nota del segretario regionale – già numero uno degli edili- Giuliano Bicchieraro ricorda: “Con il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature per periodi sempre più prolungati, i rischi per chi lavora all’aperto diventano insostenibili. Ci sentiamo di sottolineare inoltre un altro aspetto fondamentale, non sono solo i lavoratori outdoor a soffrire condizioni difficili: anche chi lavora in spazi chiusi e coperti soggetti a temperature elevate deve poter contare su tutele adeguate per garantire la propria sicurezza”
Bicchieraro sottolinea: “Ora si dovrà aprire una fase importante di lavoro a livello territoriale, dove sarà necessario costruire, con il contributo di tutti, gli accordi attuativi che renderanno concrete le tutele e le misure previste, adattandole alle specificità dei diversi settori e territori, la Cisl ci sarà con la consapevolezza che il confronto partecipativo sia la strada maestra per raggiungere obiettivi di tutela e rispetto dei diritti di chi rappresentiamo”
Bla bla bla… arriva l’autunno e tutti dimenticano 🤨