Il Governo taglia le autonomie scolastiche ma la Regione va al Tar

Scendono da 134 a 130, l'assessore Barcaioli: "Pronti a difendere gli interessi dell'Umbria"

Il ministero riduce le autonomie scolastiche regionali, la Regione non ci sta e annuncia di essere pronta a impugnare il provvedimento davanti al Tar. Arriva una reazione decisa dell’assessore regionale con delega all’istruzione Fabio Barcaioli, dopo la decisione del dicastero. Le autonomie scolastiche regionali scendono da 134 a 130, come stabilito dal decreto ministeriale per la ridistribuzione dei dirigenti scolastici. Ma la decisione sarebbe scaturita da una sottostima della popolazione umbra. Da qui, la scelta di andare al Tar.

LA REPLICA. L’Umbria aveva presentato mesi fa una sa proposta in merito, ma il Governo non l’ha accolta ed ha proceduto al taglio, decisione per la quale la stessa Regione ha più volte espresso la propria contrarietà nelle sedi preposte. “La scuola – spiega Barcaioli – è un presidio sociale, culturale e comunitario insostituibile, soprattutto nei territori più fragili. La scelta di comprimere il numero delle autonomie scolastiche rischia di compromettere il diritto allo studio e la qualità dell’offerta formativa, con ricadute pesanti per studenti, famiglie e personale scolastico“. L’assessore si dichiara pronto a difendere l’autonomia scolastica umbra: “L’Umbria ha bisogno di scuole vive, autonome e radicate nel territorio, non di strutture accorpate a discapito della qualità educativa. È in gioco il futuro delle nuove generazioni“.

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