Le dichiarazioni di ieri sera del sindaco Bandecchi su Prisciano riaccendono lo scontro istituzionale.
Thomas De Luca, assessore all’ambiente della Regione, chiamato in causa, aveva risposto netto: “Egregio sindaco, le ordinanze si fanno o non si fanno. L’ordinanza paventata non è contemplata nell’ordinamento giuridico. Lei le ordinanze non le fa e sono pronto a scommettere che non le farà. Dalla mia parte ho la ragione di aver già vinto due volte con le sue dimissioni ritirate e con il sostegno elettorale alla Tesei. Mi stupisca.
La Regione da oltre nove mesi lavora incessantemente per risolvere il problema. Non ultimo il rilevante ostacolo dell’autorizzazione sismica, nella classificazione di rischio di incidente rilevante per la rampa scorie. Problema che stiamo risolvendo senza nessun supporto dal Governo, anzi. Il cronoprogramma è fissato dall’Accordo che lei ha anche sottoscritto. Noi facciamo i fatti non ci interessa altro”.
Per il sindaco risponde il vice Riccardo Corridore: “Egregio “Pentastellato pentito” (visto che quando era all’opposizione annunciava ferro e fuoco per poi, ora che governa, essersi ammosciato insieme alla Giunta Regionale – ex ambientalista. Le rispondo per conto di Stefano Bandecchi – Sindaco di Terni su sua espressa richiesta in modo cordiale (sebbene meriterebbe altri toni) ricordandole che siffatte ordinanze sono prerogativa del Sindaco quale massima autorità nel settore sanitario (lo dice il TUEL). Noi non siamo per la chiusura dell’acciaieria (come lo era lei in tempi recenti) bensì per un giusto connubio tra industria, ambiente e salute pubblica e su questo ci muoveremo in modo fermo e senza “morbidezza”
Nel frattempo il Sindaco le consiglia di andare a vivere a Prisciano in modo che si renderà conto della situazione reale e la smetterà di parlare per spot elettorali”
Se solo la Procura facesse indagini su questa ordinanza di Prisciano, ne scoprirebbe delle belle