Con l’ingresso dell’Umbria nella Zona Economica Speciale (ZES), si apre una nuova fase per la regione, fatta di opportunità economiche e prospettive di sviluppo. Un cambiamento che viene definito “un passaggio significativo per il futuro della nostra regione”, come affermato in una nota dal Partito Democratico dell’Umbria, che plaude al lavoro della Giunta regionale guidata da Stefania Proietti.
L’adesione alla ZES permette ora anche all’Umbria di accedere agli strumenti agevolativi riservati finora alle aree del Mezzogiorno, favorendo nuovi investimenti, supporto alle imprese nascenti e un possibile rilancio dell’economia locale, con impatti estesi su territori, istituzioni, lavoratori e mondo produttivo. Una manovra che può offrire ossigeno a un tessuto sociale e produttivo che, secondo il PD umbro, ha vissuto anni difficili.
“Visione, determinazione e spirito di squadra sono le qualità di cui abbiamo profondo bisogno”, sottolinea il segretario regionale Damiano Bernardini, che esprime fiducia nel potenziale della nuova fase politica, riconoscendo l’impegno delle istituzioni locali.
Tuttavia, il Partito Democratico non manca di evidenziare le criticità che hanno condotto l’Umbria a questa condizione di fragilità, ricordando come la classificazione nella ZES sia anche frutto di un peggioramento strutturale degli indicatori socioeconomici. “L’Umbria viene oggi equiparata ai territori del Mezzogiorno perché i suoi indicatori economici e sociali sono drammaticamente peggiorati negli ultimi anni”, si legge nella nota, che invita alla riflessione e alla consapevolezza delle responsabilità politiche passate.
Secondo Bernardini, l’arretramento è avvenuto “nei cinque anni di governo regionale della destra”, durante i quali la regione avrebbe perso terreno su più fronti: sviluppo, coesione sociale e qualità dei servizi. Le imprese, si denuncia, non avrebbero trovato “un interlocutore all’altezza delle sfide della transizione economica e ambientale”, mentre i territori interni sarebbero stati progressivamente abbandonati.
L’apertura della ZES rappresenta quindi un punto di partenza, non di arrivo. Il Partito Democratico richiama l’importanza di accompagnare questa opportunità con politiche pubbliche di qualità, capaci di garantire impatto reale e duraturo. “Sarà la qualità delle politiche pubbliche a fare la differenza”, ribadisce Bernardini.
L’obiettivo dichiarato dal PD umbro è quello di invertire la rotta e costruire un nuovo percorso di crescita inclusiva. “Il nostro obiettivo è chiaro: non adattarci a un’Umbria che scivola verso il basso, ma costruire un’Umbria che risale, che investe su sé stessa, che guarda avanti”, prosegue la nota, ponendo l’accento sulla necessità di coinvolgere cittadini, forze produttive e territori in una strategia condivisa e partecipata.