Nuovi episodi di violenza e illegalità scuotono il carcere di Orvieto, dove questa settimana sono stati ritrovati 4 telefoni cellulari e circa 80 grammi di droga, introdotti dall’esterno con lanci mirati oltre le mura di cinta.
Lunedì scorso, inoltre, un Ispettore di Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto straniero, riportando ferite tali da richiedere una prognosi iniziale di 30 giorni.
Situazioni che si inseriscono in un quadro regionale allarmante. A Spoleto, solo nelle ultime ore, un detenuto tossicodipendente di origini extracomunitarie è deceduto nonostante i soccorsi immediati del personale. Nei giorni precedenti, nello stesso istituto, erano stati sequestrati 7 smartphone, una chiavetta USB, 3 sim card e materiale per ricarica, probabilmente introdotti tramite drone. Pochi giorni prima, erano stati intercettati ingenti quantitativi di droga destinati a un detenuto e, nella stessa sezione di alta sicurezza, si era verificata una violenta rissa che ha coinvolto anche gli agenti, costretti poi a ricorrere alle cure mediche.
L’allarme del SAPPE
“Questi episodi dimostrano lo stato di profonda emergenza delle carceri umbre” denuncia Fabrizio Bonino, Segretario nazionale SAPPE per l’Umbria. “Non è pensabile affrontare simili criticità senza un immediato invio di almeno 80 unità di Polizia Penitenziaria”.
Secondo il sindacato, gli istituti della regione registrano un sovraffollamento medio del 24,65%, contro il 3,29% della vicina Toscana, e una carenza di organico del 26,21%, a fronte del 19,53% toscano.
“Le condizioni di lavoro degli agenti sono ormai al limite dell’umana sopportazione – conclude Bonino –. Serve un intervento immediato del DAP per riequilibrare le risorse e restituire sicurezza e dignità al personale e agli istituti dell’Umbria”.