Adinolfi “sponsor” di San Gemini: “Quanto è bello questo borgo”

Dopo l’esperienza televisiva, il giornalista ha condiviso sui social il suo viaggio tra Trevi e la cittadina dell’acqua minerale

Quanto è bella la nostra Italia”. Con questa frase Mario Adinolfi, giornalista, scrittore e volto noto della televisione, ha introdotto sui suoi canali social il racconto di un breve viaggio alla scoperta di due borghi umbri: Trevi e San Gemini. Un post corredato da immagini suggestive e riflessioni storiche che hanno attirato l’attenzione di migliaia di follower, soprattutto dopo la sua recente partecipazione all’Isola dei famosi, dove ha conquistato il secondo posto.

Adinolfi ha voluto condividere alcuni scorci di un’Italia meno conosciuta, ma dal grande valore storico e culturale. “Da tempo volevo inoltrarmi in alcuni luoghi di antichissima tradizione del nostro Paese che non avevo ancora visitato – ha scritto – e sono riuscito finalmente a ritagliarmi qualche ora per farlo”. Tra i luoghi scelti, spicca San Gemini, la città umbra celebre per le sue acque minerali.

Il racconto si sofferma proprio sulla passione per l’acqua Sangemini, marchio storico che ha spinto il giornalista a visitare la cittadina. Adinolfi descrive la sua esperienza come un viaggio nella memoria collettiva del Paese: dalla partecipazione di San Gemini alla Repubblica Romana fino all’esproprio dei beni ecclesiastici seguito all’Unità d’Italia, eventi che hanno segnato profondamente il tessuto sociale e religioso del territorio.

“Sono andato a messa nella chiesa di San Francesco, che ha ottocento anni di storia, come anche il ristorante dove ho mangiato: la Taverna del Torchio, davvero buonissimo”, ha aggiunto, sottolineando il legame profondo tra spiritualità, cultura e gastronomia che caratterizza i borghi italiani. Un dettaglio non trascurabile: a San Gemini l’acqua si imbottiglia fin dal 1889, un’attività che affonda le radici nella storia e nell’economia del posto.

Adinolfi ha voluto anche ripercorrere eventi storici locali legati alla cacciata dei frati francescani e delle monache benedettine nel 1866, conseguenza delle trasformazioni politiche seguite all’unificazione nazionale. “Volete ripassare la storia patria? Visitate i borghi che compongono l’Italia, i millenni si racconteranno sotto i vostri occhi”, ha scritto, lanciando un invito alla riscoperta del territorio attraverso esperienze autentiche.

Il suo viaggio si inserisce in una narrazione più ampia che valorizza le ricchezze culturali dell’Italia minore, troppo spesso escluse dai circuiti del turismo di massa ma custodi di un patrimonio straordinario. Borghi come San Gemini e Trevi offrono l’opportunità di entrare in contatto con la storia viva del Paese, tra chiese secolari, tradizioni culinarie e testimonianze di un passato che ha ancora molto da insegnare.

Con parole semplici ma cariche di significato, Adinolfi ha riportato l’attenzione sul valore della memoria e dell’identità territoriale, in un momento in cui l’Italia sembra riscoprire il proprio patrimonio culturale anche grazie al racconto diretto e personale di chi sceglie di esplorarlo con curiosità e rispetto.

 

 

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6 mesi fa

era bello …

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