Truffa ai clienti, ex assicuratore ternano condannato a 3 anni e 4 mesi

Sentenza negativa per l'assicuratore di 64 anni, che è stato riconosciuto colpevole di aver sottratto milioni di euro a clienti fidati, amici e parenti.

Una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione è stata inflitta a un ex assicuratore di Terni, 64 anni, ritenuto responsabile di aver truffato oltre 20 clienti, tra cui imprenditori, dirigenti e professionisti, per una cifra complessiva superiore ai quattro milioni di euro. La sentenza è stata pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare Simona Tordelli del tribunale di Terni.

Le vittime della truffa, secondo quanto emerso dalle indagini, erano spesso legate da rapporti personali con l’imputato: amici, parenti o semplici conoscenti che si erano fidati di lui sottoscrivendo polizze assicurative a lungo termine. In cambio, però, ricevevano solo documentazione fittizia, priva di qualsiasi valore legale o finanziario.

L’uomo ha scelto di ricorrere al rito abbreviato, ottenendo così lo sconto di un terzo della pena. Tuttavia, durante il processo ha dichiarato di non ricordare nulla dei fatti, a causa di un grave incidente stradale avvenuto nel 2022 tra Narni e Sangemini. In seguito all’incidente, avrebbe riportato seri problemi di memoria e limitazioni fisiche, al punto da richiedere il supporto di un amministratore di sostegno. Nonostante ciò, il tribunale non ha mai messo in discussione la sua capacità di stare in giudizio.

L’inchiesta, avviata dalla Guardia di finanza subito dopo l’incidente, ha evidenziato che l’uomo risulta nullatenente, con conti bancari in rosso e proprietà ipotecate. Nessuna traccia del denaro sottratto è stata rinvenuta nel corso delle indagini, sebbene siano emersi alcuni movimenti bancari sospetti. Le somme illecitamente incassate non sono mai state recuperate, né è stato possibile ricostruire con precisione dove siano finite.

Alcuni clienti, però, sono riusciti a ottenere un risarcimento dalla compagnia assicurativa per cui l’uomo lavorava all’epoca dei fatti. Il numero delle vittime identificate ammonta ad almeno una ventina, ma non si esclude che possano essercene altre non ancora emerse.

L’avvocato difensore, Manlio Morcella, ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso in appello, sostenendo che la pena inflitta sia eccessiva e che nel corso del procedimento non siano emerse le vere responsabilità.

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