La Casa Circondariale di Terni è di nuovo al centro della cronaca per un gravissimo episodio di violenza. Nella serata del 26 Settembre, un detenuto magrebino, già noto per la sua aggressività, ha tentato di ferire un Ispettore con una lametta per poi colpirlo con un calcio all’addome. L’aggressore, non pago, si è scagliato nuovamente contro gli agenti il 27 Settembre, armato di coltelli rudimentali. Solo la “professionalità e la prontezza dei nostri colleghi ha evitato una tragedia”, tuona il Segretario Regionale del SAPPE Umbria, Fabrizio Bonino, denunciando un’escalation che definisce senza mezzi termini una “guerriglia quotidiana“.
L’episodio, che ha scosso il personale, non è considerato un caso isolato, ma l’ultimo anello di una “catena di violenze e soprusi che il personale è costretto a subire in un clima di colpevole impunità,” ha dichiarato Bonino.
La protesta del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) si allarga ben oltre la singola aggressione, puntando il dito contro le cause strutturali che, a detta del Sindacato, hanno reso l’emergenza continua.
Il Segretario Bonino non risparmia critiche al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e l’Umbria. La denuncia è chiara: “La colpa di questa situazione insostenibile ricade chiaramente sul Provveditorato. Da anni denunciamo che la gestione toscana sta sistematicamente depauperando gli organici delle carceri umbre,” lasciando gli Istituti in uno stato di cronico sottodimensionamento.
Ma la situazione non si fermerebbe al solo personale. Il SAPPE accusa la gestione toscana di scaricare sui penitenziari umbri “detenuti pericolosi e psicopatici”, come l’aggressore di Terni, già transitato per altre strutture e noto per la sua pericolosità. “L’Umbria non può essere considerata la discarica dei problemi altrui“, è l’affondo conclusivo di Bonino.
Di fronte a un clima ritenuto insostenibile, il SAPPE avanza con forza un pacchetto di richieste urgenti, rivolte alle istituzioni competenti: trasferimento immediato dei detenuti ultra-pericolosi verso strutture di massima sicurezza, dotate di personale e mezzi adeguati; pieno supporto per gli agenti coinvolti nell’episodio, lodando la loro professionalità dimostrata a rischio della propria incolumità; un piano urgente di potenziamento degli organici per le carceri umbre, per porre fine allo “squilibrio gestionale a danno della nostra Regione”.
Inoltre il sindacatio chiede un incontro immediato con il nuovo Provveditore Regionale per Umbria e Marche, ora finalmente nominato e presto operativo per discutere della redistribuzione dei detenuti e della riorganizzazione del personale.
Bonino conclude con un monito perentorio: “Non accetteremo più di essere lasciati soli. La pazienza e la sicurezza degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria umbra sono al limite. Se le istituzioni non interverranno immediatamente… saremo costretti a proclamare ogni forma di protesta sindacale ritenuta necessaria. Basta impunità, basta violenze, basta silenzi”.