Punta lama alla gola dell’agente che non lo asseconda, tragedia sfiorata in carcere

Nuovo episodio di violenza a Sabbione. Il Sappe: "Trasferire subito il detenuto: servono misure punitive esemplari per chi si comporta in questo modo con la polizia penitenziaria"

La Casa Circondariale di Terni-Sabbione è stata teatro, ancora una volta, di un gravissimo e intollerabile atto di violenza che riaccende l’allarme sulla sicurezza del personale penitenziario. Nel pomeriggio del 29 Agosto intorno alle 16.30 un agente di Polizia Penitenziaria è stato brutalmente aggredito, rischiando la vita per mano di un detenuto.

L’aggressore, un uomo di nazionalità magrebina già detenuto per reati di spaccio e tentato omicidio, ha manifestato una violenza inaudita. L’episodio è scaturito dal diniego di una sua richiesta, giudicata pretestuosa e contraria al regolamento, di uscire per la doccia insieme a un altro detenuto. Al rifiuto, il soggetto ha reagito afferrando l’agente per il collo, trascinandolo a sé e puntandogli una lama rudimentale alla gola. Solo l’intervento tempestivo e cruciale dei Sottufficiali della Sorveglianza Generale e l’azione di un altro detenuto hanno scongiurato una tragedia.

A comunicarlo è il Sappe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria) Umbria, per voce del Segretario Regionale Fabrizio Bonino: “Il poliziotto aggredito ha riportato una ferita di circa sei centimetri, curata presso l’infermeria del penitenziario, e subisce un profondo shock psicologico per aver visto la morte in faccia nell’esercizio del suo dovere- scrive – La situazione di emergenza nelle carceri umbre è ormai insostenibile”

Il sindacato chiede misure immediate e drastiche: l’Agente è stato aggredito con una lama, e per questo il Sappe esige il trasferimento immediato e definitivo del detenuto aggressore, così come di tutti coloro che negli istituti umbri e nazionali assumono sistematicamente comportamenti violenti e di sopraffazione. Si chiedono inoltre misure punitive esemplari per chiunque osi aggredire il personale in divisa, che rappresenta le funzioni dello Stato all’interno delle carceri.

Bonino sollecita poi una verifica urgente dei protocolli di sicurezza da parte del Comandante di Terni, sottolineando che episodi di tale gravità non si sarebbero mai dovuti verificare e non devono più accadere. Infine, il sindacato chiede che la direzione e il Comando di Terni garantiscano al collega vittima di questo vile attacco sostegno non solo a parole, ma assicurandogli tutto l’appoggio legale e psicologico necessario.

Il Sappe è categorico: “non accetteremo più alibi o giustificazioni. La sicurezza del personale penitenziario non è negoziabile, e chi indossa una divisa e rappresenta lo Stato non può essere considerato un bersaglio. La linea è chiara: basta con la politica dell’accoglienza a tutti i costi e della tolleranza zero solo sulla carta; la sicurezza del personale e la serenità degli istituti vengono prima di ogni altra cosa. Per discutere con la massima urgenza di tutte queste criticità, abbiamo chiesto un incontro immediato con il Direttore, il Comandante e le autorità regionali competenti”.

Il Sappe ha espresso tutta la propria solidarietà e vicinanza al poliziotto ferito nel fisico e nell’orgoglio, concludendo con un messaggio di ferma determinazione: “Non ci arrenderemo. Non saremo zittiti.”

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5 mesi fa

Tocca fare il sapone co sti schifosi

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