Si chiude con un’assoluzione piena per tutti gli imputati il processo sulle presunte corse clandestine nel parcheggio del cinema The Space di Terni. I cinque giovani finiti a giudizio sono stati assolti “perché il fatto non sussiste” dal tribunale di Terni, ponendo fine a una vicenda iniziata nell’aprile del 2022, quando i carabinieri avevano scoperto un presunto circuito illegale di gare automobilistiche notturne. Ne riferisce UmbriaOn.
L’inchiesta, condotta dai militari dell’Arma, aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di dodici persone. Sette di loro erano già usciti dal procedimento optando per patteggiamenti o messa alla prova, in modo da ridurre al minimo le conseguenze giudiziarie. Gli altri cinque hanno invece scelto il dibattimento ordinario, affidandosi al giudizio del tribunale.
Le accuse contestate riguardavano due capi principali: per alcuni, l’aver organizzato o partecipato a gare sportive non autorizzate, per altri, false dichiarazioni rese al pubblico ministero. Ma nessuna delle imputazioni ha retto alla prova del processo: il giudice monocratico Biancamaria Bertan ha emesso una sentenza di assoluzione con formula piena, accogliendo le tesi difensive.
Secondo quanto emerso nel corso del dibattimento, non è stato possibile dimostrare né la natura organizzata delle gare, né un’effettiva pericolosità per la sicurezza pubblica tale da configurare un reato. Le prove raccolte, in sostanza, non hanno supportato l’ipotesi accusatoria della procura, che puntava a dimostrare l’esistenza di un sistema illegale con ruoli precisi – dagli starter ai piloti, fino ai co-piloti.
Le presunte gare si sarebbero svolte di notte, nel parcheggio sotterraneo di via Bramante, sotto la struttura del multisala cittadino, e avevano generato forte preoccupazione tra i residenti della zona. A seguito delle segnalazioni e dell’intervento dei carabinieri, il prefetto di Terni, Antonietta Orlando, aveva disposto la chiusura notturna dell’area per evitare ulteriori episodi.
La decisione del tribunale è stata accolta con soddisfazione da parte degli imputati e dei loro avvocati difensori: Carlo Viola, Roberto Chiaranti e Maurizio D’Ammando. Gli avvocati hanno evidenziato come la sentenza confermi l’infondatezza delle accuse e il comportamento non penalmente rilevante dei loro assist
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