Terni ancora al centro del dibattito regionale sulla sanità. Dopo settimane di polemiche e tensioni legate al progetto stadio-clinica, il vicepresidente della giunta provinciale e consigliere comunale di Forza Italia, Francesco Ferranti, lancia un’iniziativa destinata a far discutere: proporre che il consiglio comunale di Terni si rechi in forma ufficiale sotto la sede della giunta regionale, a Palazzo Donini, a Perugia.
L’obiettivo – spiega Ferranti – è quello di dare un segnale forte e unitario da parte della città, in linea con la manifestazione d’interesse pubblica approvata dal precedente consiglio comunale con 29 voti favorevoli e 3 astensioni, a testimonianza di una larga convergenza politica. In quella circostanza, infatti, anche le forze di sinistra oggi al governo della Regione avevano espresso voto favorevole.
Ferranti definisce la proposta «un atto coerente» con la manifestazione d’interesse pubblica approvata dal precedente consiglio comunale relativa alla stessa progettualità.
All’epoca il documento era stato approvato con 29 voti favorevoli e 3 astensioni, un risultato che aveva mostrato una rara convergenza politica, coinvolgendo anche le forze di sinistra oggi al governo della Regione.
«Questo atto – spiega Ferranti – rappresenterebbe in modo chiaro e deciso quello che è il sentiment di una città. Sarebbe un gesto simbolico ma forte, in grado di dare voce a Terni di fronte a una gestione regionale che appare miope e penalizzante».
L’esponente azzurro critica apertamente la decisione della giunta regionale di impugnare al Tar la parte del progetto che riguarda la costruzione della nuova clinica privata accanto al futuro stadio.
Secondo il capogruppo forzista, la Regione si sarebbe «sostituita ai privati e ai loro legittimi interessi», ostacolando un’iniziativa che avrebbe potuto portare benefici concreti alla sanità umbra.
«È indispensabile – dichiara Ferranti – che la giunta regionale cambi posizione e rinunci a svolgere un’attività che penalizza gli interessi e le esigenze di Terni e della sua provincia».
Ferranti definisce “miope” la visione della maggioranza regionale, sostenendo che la nuova clinica privata, una volta completato l’iter di autorizzazione e accreditamento, potrebbe offrire posti letto convenzionati e alleggerire le liste d’attesa in tutta la regione.
Ricorda inoltre che, alla fine del 2022, la precedente giunta regionale aveva approvato un piano dei fabbisogni che prevedeva 80 posti letto accreditabili per l’area ternana, superando le limitazioni fissate in precedenza dalla conferenza dei servizi.
«Il problema delle liste d’attesa – conclude Ferranti – non riguarda solo il Sud dell’Umbria, ma l’intero territorio regionale. Un nuovo polo sanitario privato convenzionato rappresenterebbe un’opportunità per migliorare l’efficienza complessiva del sistema sanitario umbro».