‘Alberi della notte’: ecco la silloge della poetessa umbra Isabella Serafini che indaga l’anima

Presentata ieri al PalaSì: “Sono versi che partono sempre da un'intuizione intima e personale”. C'è spazio per l'amore, ma anche per i rapporti interpersonali, i ricordi legati all'infanzia e i fatti di cronaca

Alessandra D'Egidio e Isabella Serafini

Chi l’ha detto che Halloween è solo la sera delle streghe? Può anche essere la serata di versi delicati e ‘profumati’ di coraggio, come quelli presentati e scritti dall’autrice della silloge di poesie ‘Alberi della Notte’ (Bertoni Editore, collana poesie diretta da Bruno Mohorovich) di Isabella Serafini, che ha dialogato con Alessandra D’Egidio al PalaSì durante l’evento ‘Cinema & Letteratura’, giunto alla seconda edizione, dal titolo ‘Lo scrittore, il libro, il lettore’, di Fuis – Federintermedia, in collaborazione con Editori dell’Umbria.

Temi e ispirazione: l’anima al centro della poesia

Le poesie di Isabella, originaria di Todi, esprimono soprattutto amore, ma spaziano, virando su fatti di attualità (come le guerre o gli stupri), come lei stessa chiarisce: “Sono liriche scritte tra il 2019 e il 2025, nel frattempo ho pubblicato anche altro. Sono versi che partono sempre da un’intuizione intima e personale, che si arroga un po’ il diritto di diventare universale”.
“L’amore è uno degli argomenti più sentiti, ma ci sono poesie legate all’infanzia, legate ai rapporti interpersonali, di carattere sociale o universali, che riguardano la contemporaneità, fatti di cronaca. Mi piace andare a elaborare, attraverso questa intuizione spontanea, varie sezioni dell’animo”.

Un cammino fatto di parole, pittura e nuovi progetti

Al PalaSì si è tenuta la prima vera presentazione dopo il lancio di stampa a Città della Pieve per Bertoni editore, ma ce ne saranno altre: “Non ho ancora un calendario, ma in Umbria cercherò sicuramente di fare altre presentazioni in varie città. E forse anche in Calabria, dove ho alcuni contatti”.

Serafini scrive anche racconti: “Ho partecipato a concorsi e ho ricevuto riconoscimenti, ma non ho ancora deciso di presentarli. Ne ho diversi. Vedremo”. Gli inizi del percorso: “Alle medie ebbi il primo riconoscimento a un concorso, un libretto di risparmio della Banca Popolare di Todi, una piccola somma. È da allora che scrivo, non ho praticamente mai smesso”.

Le poesie “arrivano al lettore in modo diverso a seconda di chi legge. C’è un po’ di tutto: lacrime, sorrisi, rabbia”. C’è soprattutto il coraggio di scoprirsi ‘nudi’ davanti al lettore: “Ho scavato molto in profondità effettivamente”. Oltre alla scrittura, Isabella Serafini coltiva pure la passione per la pittura: “Anche in questo caso tutto nasce dall’intuizione spontanea, come per gli scritti”.

Un titolo simbolico e una poetica in evoluzione

Il titolo ‘Alberi della Notte’ vuol far capire fin dall’inizio che la poetessa ha voluto mettere in luce anche le parti che spesso teniamo nascoste, in ombra appunto, come succede nelle notti. Anche in quelle delle ‘streghe’: “Ho altri progetti in mente. Vorrei copiare un po’ Dante, nel senso che nelle mie prossime poesie vorrei togliermi qualche sassolino dalla scarpa, parlare di chi mi sta sulle scatole. Già ho iniziato a scrivere qualcosa”.

Non resta che attendere la ‘commedia’ di Isabella Serafini.

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