Il Comune di Terni ha formalizzato un atto per la definizione di un debito fuori bilancio, pari a 10.943 euro, connesso alla recente sentenza 296/2024 della Corte dei conti sulla vicenda del dissesto. La delibera chiude la parte contabile di una lunga vicenda giudiziaria, che si era conclusa nel dicembre scorso con l’assoluzione di tutti gli ex amministratori coinvolti. La determinazione è stata firmata dal dirigente agli Affari istituzionali e responsabile del procedimento, Cataldo Renato Bernocco, e sarà oggetto di discussione il 13 novembre in III commissione consiliare.
Spese legali a carico dell’ente dopo la sentenza
Il riconoscimento del debito è legato alle spese legali sostenute per i due gradi di giudizio, che hanno visto l’assoluzione in appello dell’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e dell’ex assessore al bilancio Vittorio Piacenti d’Ubaldi. A entrambi spettano rimborsi da 3.000 euro ciascuno, a seguito della sentenza della Sezione II giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti, che ha accolto i rispettivi appelli. Il provvedimento ha inoltre rigettato l’appello incidentale proposto dal procuratore regionale, confermando l’assoluzione in primo grado anche per altri esponenti dell’allora giunta: Francesca Malafoglia, Emilio Giacchetti, Stefano Bucari, Francesco Andreani, Daniela Tedeschi, Cristhia Falchetti Ballerani e Tiziana De Angelis.
Una spesa “per evitare ulteriori aggravi per l’ente”
Nel documento istruttorio si specifica che la legittimità del debito fuori bilancio viene riconosciuta “al fine di evitare ulteriori aggravi per l’ente”, includendo onorari, spese generali, contributi previdenziali e Iva. Tuttavia, si chiarisce che il pagamento sarà subordinato alla verifica della spettanza effettiva del credito, e che si terrà conto anche di eventuali polizze assicurative attivabili. Una procedura che punta a tutelare le finanze pubbliche, garantendo il rimborso solo laddove effettivamente dovuto.
Verso la trasmissione alla Procura contabile
Una volta completato l’iter di discussione in commissione e consiglio comunale, l’atto sarà trasmesso alla Procura della Corte dei conti, come previsto dalla normativa in materia di spese legali connesse a procedimenti giurisdizionali che coinvolgono amministratori pubblici. Si chiude così un capitolo che ha segnato la vita amministrativa della città di Terni per diversi anni, con ripercussioni giudiziarie, politiche e contabili.
Non hanno vergogna dopo aver mandato in dissesto e in comisariamento il comune ( che ancora pagiamo ) hanno il coraggio di chiedere il rimborso legale?