Il teatro Verdi si avvicina alla conclusione dei lavori strutturali, ma rimane ancora lontana la piena operatività della struttura: mancano infatti i fondi per il completamento degli arredi, delle attrezzature sceniche e delle rifiniture. Se da un lato il finanziamento delle opere edilizie – comprese le opere di adeguamento sismico e impiantistico – è stato garantito, l’ultima fase del progetto rischia di restare priva di copertura economica, compromettendo l’utilizzo del teatro da parte della cittadinanza.
La proposta: un atto per attivare Comune e Giunta
A sollevare la questione è stata Federica Mengaroni, consigliera di Alternativa Popolare, che ha presentato in Prima Commissione un atto d’indirizzo, poi approvato con 5 voti favorevoli, 3 astenuti e un non espresso. Il documento chiede a sindaco e giunta di attivarsi con urgenza per reperire i fondi mancanti, al fine di evitare che il teatro, pur completato dal punto di vista strutturale, rimanga inutilizzabile a causa della mancanza di elementi essenziali per il suo funzionamento.
Nell’atto si legge chiaramente: “Non possiamo permettere che, terminati i lavori strutturali, il teatro resti inutilizzabile per mancanza di fondi destinati agli arredi e alle attrezzature sceniche”. La richiesta coinvolge anche i dirigenti e i funzionari preposti, a cui si chiede un impegno concreto per superare la lacuna ereditata da precedenti fasi progettuali.
Riapertura ipotizzata tra 2026 e 2027
Durante l’ultimo sopralluogo tecnico dello scorso ottobre, il responsabile unico del procedimento (RUP), Matteo Bongarzone, ha riferito che i lavori risultano completati al 60% per il primo stralcio (finanziato con fondi PNRR) e al 20% per il secondo, indicando come data obiettivo giugno 2026, o comunque non oltre il 31 dicembre dello stesso anno, in linea con le scadenze europee.
Tuttavia, secondo quanto riportato nel controllo di gestione aggiornato a settembre da Palazzo Spada, il cronoprogramma ha subito uno slittamento: si parla ora del 2027 come possibile anno di conclusione. I ritardi sono attribuiti alla complessità dell’intervento, ad alcune criticità sorte durante la realizzazione del primo stralcio e a eventi imprevedibili, come confermato anche dagli uffici tecnici e in accordo con il Ministero.
Un teatro pronto, ma non ancora accessibile
Anche se i lavori dovessero terminare nei tempi previsti, il completamento dell’infrastruttura non sarà sufficiente senza ulteriori investimenti. La vera sfida sarà rendere il teatro agibile e funzionale, dotandolo delle poltrone, delle attrezzature tecniche, dei materiali scenici e di tutto il necessario per accogliere pubblico e compagnie teatrali. L’atto d’indirizzo approvato punta proprio a evitare che una struttura rinnovata resti chiusa o sottoutilizzata, bloccata da una mancanza di fondi destinati a componenti fondamentali.
L’obiettivo è quello di aprire il teatro non appena sarà terminato il collaudo tecnico e ricevuto il via libera dalla Commissione pubblico spettacolo, senza ulteriori attese che potrebbero vanificare anni di lavori e investimenti pubblici.
Parlate con la Proietti
Ma ancora sta alla struttura di cemento e stiamo a pensare agli arredamenti
E te pareva…