Operazione Spada, rimborsi per Di Girolamo e la sua vecchia giunta

Assolti in via definitiva dalla Corte dei Conti nell’ambito dell’Operazione Spada, gli ex amministratori riceveranno circa 11mila euro complessivi per le parcelle sostenute

Il Comune di Terni rimborserà le spese legali sostenute dall’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e dai membri della sua Giunta, dopo la completa assoluzione da parte della Corte dei Conti, sezione giurisdizionale d’appello. Il provvedimento, previsto per legge in caso di assoluzione definitiva, sarà discusso nella III Commissione consiliare nella giornata di giovedì, per poi essere sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale.

Si chiude così anche l’ultimo capitolo dell’Operazione Spada, inchiesta che aveva ipotizzato irregolarità nella concessione di appalti pubblici riguardanti la manutenzione del verde, la gestione dei servizi cimiteriali e la cascata delle Marmore. Dopo l’assoluzione in sede penale, è arrivata anche quella contabile, confermando l’assenza di danno erariale o condotte illecite da parte degli amministratori coinvolti.

Nel dettaglio, il rimborso prevede 3.000 euro a favore di Di Girolamo e dell’ex assessore al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi, e 1.500 euro ciascuno per gli altri sette assessori dell’epoca: Francesca Malafoglia, Emilio Giacchetti, Stefano Bucari, Francesco Andreani, Daniela Tedeschi, Cristhia Falchetti Ballerani e Tiziana De Angelis.

La spesa complessiva per l’Ente si aggira intorno agli 11.000 euro, comprensiva di spese generali, contributi alla Cassa Avvocati e IVA. Palazzo Spada ha precisato che il pagamento sarà effettuato solo dopo la verifica dell’effettiva spettanza del credito, come richiesto dalla normativa vigente. L’obiettivo è evitare ulteriori oneri per le casse comunali, garantendo però i diritti degli amministratori assolti.

L’Operazione Spada, condotta negli anni passati, aveva sollevato accuse di turbata libertà degli incanti nella gestione degli appalti pubblici. Tuttavia, i vari procedimenti – sia penali che contabili – si sono conclusi con assoluzioni piene per tutti gli imputati. La vicenda aveva generato forte impatto mediatico e politico, ma non ha prodotto alcuna condanna.

Con la chiusura definitiva del procedimento presso la Corte dei Conti d’appello, l’amministrazione comunale è ora chiamata a formalizzare il rimborso previsto dalla legge per chi è stato assolto nell’esercizio delle proprie funzioni pubbliche.

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