Una simulazione di incidente rilevante ha impegnato nel pomeriggio del 19 Novembre istituzioni, forze dell’ordine e servizi di soccorso attivati nell’ambito del Piano di Emergenza Esterna (PEE) dell’impianto Arvedi AST di Terni. L’esercitazione, coordinata dalla Prefettura, ha previsto uno scenario in cui la rottura di un serbatoio di acido fluoridrico generava una dispersione di vapori tossici, con potenziale impatto anche all’esterno dello stabilimento. Obiettivo: testare la risposta operativa, il coordinamento e la capacità di attivazione dei protocolli aggiornati del PEE.
L’allarme è scattato alle 16.58, dando avvio alle operazioni di soccorso. I Vigili del Fuoco e il 118 sono intervenuti nell’area critica, mentre ARPA Umbria, con il supporto dei tecnici dell’ASL Umbria 2, ha effettuato la rilevazione delle matrici ambientali, elemento chiave nelle situazioni di rischio chimico. Parallelamente è stato attivato il piano sanitario dell’Ospedale Santa Maria di Terni, e il Comune ha costituito il Centro di Coordinamento Comunale. In Prefettura è entrato in funzione il Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS), previsto dal Piano.
Le Forze di Polizia e la Polizia Locale hanno garantito la delimitazione dell’area coinvolta e la gestione dell’ordine pubblico, assicurando condizioni operative idonee ai mezzi di soccorso. Uno degli aspetti centrali dell’esercitazione è stato il test del sistema di allertamento pubblico IT-Alert, che ha inviato un messaggio SMS a tutte le persone presenti in un raggio di 2 km dal perimetro dello stabilimento, simulando una comunicazione immediata in caso di emergenza reale.
Durante la simulazione sono stati verificati tempi di attivazione, flussi informativi, coordinamento interforze e funzionamento delle procedure operative, elementi essenziali di un sistema di sicurezza integrato. Al termine della prova, un debriefing ha riunito tutti i membri del CCS per una valutazione a caldo delle attività svolte. I risultati saranno approfonditi dal gruppo di lavoro istituito dal Prefetto, con l’obiettivo di apportare eventuali miglioramenti alle procedure.
Nel commentare l’esito dell’esercitazione, il Prefetto ha evidenziato la solidità della macchina organizzativa: “Sono soddisfatta, in quanto la macchina dei soccorsi ha funzionato. È stata comunque un’utile occasione per sperimentare il Piano di Emergenza Esterna del più grande degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante presenti in questa Provincia. Soprattutto, ci ha offerto importanti spunti per procedere al riesame ed all’aggiornamento delle nostre pianificazioni, ai sensi della direttiva c.d. Seveso III”.
Il test, spiegano gli organizzatori, rientra nel processo di aggiornamento continuo delle misure di prevenzione e intervento, indispensabile per garantire la sicurezza dei lavoratori, dei residenti e delle aree limitrofe agli impianti industriali a rischio di incidente rilevante. Grazie alla collaborazione tra enti locali, strutture tecniche e operatori del soccorso, l’esercitazione ha permesso di valutare in modo realistico le capacità operative del sistema e di raccogliere indicazioni utili per le fasi di revisione del PEE.