Il rinvio del provvedimento cautelare legato al ricorso al Tar della giunta regionale, è di per sé simile in tutto e per tutto a un rigetto e a un ritiro dello stesso. E’ quanto ha affermato Stefano Neri, ora imprenditore ma anche avvocato amministrativista. E’ intervenuto nel dibattito commentando su Facebook uno dei post che i tifosi e i gruppi hanno pubblicato in questi giorni, sulla vicenda del progetto per lo stadio e la clinica.
DETERMINA COMUNALE VALIDA. La questione della sospensiva ha creato veleni e botte e risposte tra il Comune di Terni e la Regione dell’Umbria, tra palazzo Spada che sostiene chela Regione lo ha ritirato e l’Avvocatura dell’ente regionale che precisa che in realtà non è stato ritirato ma che verrà discusso il 27 gennaio con l’udienza per entrare nel merito. Il sindaco Stefano Bandecchi ha bacchettato la Regione e la sua avvocatura, con un video Instagram polemico, nel quale ribadisce che la determina dirigenziale impugnata è fatta secondo criteri di legittimità. Secondo Neri, in sostanza, per il solo fatto che la sospensiva sia stata rinviata al 27 gennaio, cioè al giorno dell’udienza nel merito, è di per sé come se fosse una rinuncia. Senza quella, infatti, il provvedimento del Comune di Terni resta valido ed efficace. Almeno, fino alla decisione nel merito del Tar. Dunque, ne è possibile l’esecuzione. “Il rinvio al merito della richiesta di sospensiva – scrive testualmente Neri sui social – equivale in sostanza alla rinuncia alla sua trattazione. Tanto è vero che il provvedimento impugnato resta valido ed efficace. La sua esecuzione è possibile“. Questo, poiché, allo stato attuale, l’effetto del rinvio al merito “è ad oggi identico a quello di un rigetto della sospensiva“.