A Terni si apre il confronto sulle rette delle strutture psichiatriche e sulla quota di compartecipazione richiesta ai pazienti residenti, dopo l’entrata a pieno regime della disciplina nazionale e regionale in materia socio-sanitaria. Un atto presentato dai consiglieri del Partito Democratico, Leonardo Patalocco, Emidio Mattia Gubbiotti, Pierluigi Spinelli e Michele Di Girolamo impegna il sindaco e la giunta a definire con urgenza un regolamento comunale che stabilisca le fasce di compartecipazione al pagamento delle rette.
La questione trae origine dal decreto ministeriale, con cui sono stati ridefiniti i nuovi LEA (livelli essenziali di assistenza) per le strutture sanitarie e socio-sanitarie. Il provvedimento, recepito dalla Regione Umbria il 21 aprile 2017, stabilisce che nelle strutture psichiatriche residenziali il 40% dei costi sia coperto dal Servizio sanitario nazionale, mentre il 60% sia imputato al sociale, ovvero ai Comuni di residenza degli utenti.
Il quadro normativo è stato successivamente aggiornato con il regolamento regionale del 12 aprile 2022, relativo ai requisiti aggiuntivi e alla classificazione delle strutture. Secondo quanto evidenziato nell’atto presentato in consiglio, la disciplina ha trovato piena attuazione dal gennaio 2024, determinando che la quota sociale del 60% non venga più introitata dai gestori dei servizi. In assenza di un regolamento comunale — che dovrebbe stabilire criteri, fasce e parametri, anche sulla base dell’ISEE — i costi stanno ricadendo direttamente sugli interessati, sulle famiglie o sulle cooperative sociali coinvolte. Le quote di compartecipazione, si legge nel documento, possono arrivare a circa 1.500 euro mensili.
Di fronte a una situazione definita urgente e delicata, i firmatari chiedono che l’amministrazione comunale proceda «con efficacia e urgenza» alla stesura del nuovo regolamento, così da garantire la corretta applicazione della normativa e tutelare i beneficiari del servizio, le famiglie e gli operatori del settore, spesso costretti a far fronte alle spese in maniera diretta o indiretta. L’atto impegna inoltre sindaco e giunta «a darne immediata attuazione e provvedere al pagamento degli importi dovuti», assicurando così un quadro di regole chiaro e sostenibile.
La richiesta apre un percorso amministrativo che punta a colmare un vuoto regolamentare e a definire criteri equi di compartecipazione, in un ambito in cui i livelli essenziali di assistenza impongono una stretta integrazione tra servizi sanitari e sociali.