Nuova aggressione al Pronto Soccorso: “Ora basta, procedere d’ufficio”

Momenti concitati tra il 30 e il 31 dicembre all’ospedale Santa Maria. OPI Terni e L’Aquila: “Violenza culminata in minacce di morte, si applichi il decreto 150/2022”

Nuovo episodio di tensione al Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria di Terni, dove nella notte tra martedì 30 e mercoledì 31 dicembre, intorno alle ore 2, si sono registrati momenti concitati che hanno coinvolto personale sanitario e familiari di un paziente. La situazione ha richiesto l’intervento delle guardie giurate e di due pattuglie dei Carabinieri, chiamate a ripristinare la calma e a verbalizzare quanto accaduto.

Secondo la ricostruzione, un giovane si sarebbe presentato nella sala d’attesa in stato di forte agitazione, cercando di accedere agli spazi interni del pronto soccorso per raggiungere un familiare già preso in carico dal personale sanitario. Invitato ad uscire, avrebbe dato origine a ulteriori momenti di tensione, che – stando alle informazioni disponibili – non sarebbero sfociati in azioni di particolare gravità, anche grazie alla presenza del servizio di vigilanza.

Un ruolo centrale nell’arginare la situazione è stato svolto dalla vigilanza privata, in particolare da una guardia giurata della Cosmopol, intervenuta per riportare l’ordine dopo che il giovane era stato raggiunto da altri due familiari. Testimoni parlano di “parole grosse” e di qualche spinta, mentre l’eventuale definizione delle responsabilità e l’inquadramento preciso dei fatti spetteranno alle verifiche degli inquirenti.

Sul posto sono intervenute due pattuglie dei Carabinieri di Terni, che hanno verbalizzato l’accaduto. In base a quanto emerso, spetterà ai singoli valutare se procedere con una denuncia, anche se l’episodio si inserisce in un quadro più ampio di criticità registrate negli ultimi mesi.

Secondo quanto riferito, almeno altri tre episodi simili si sono verificati nell’area di accesso dell’ospedale Santa Maria negli ultimi mesi. Proprio per rafforzare la prevenzione e la tutela del personale sanitario, nelle ultime settimane sono stati sottoscritti protocolli tra Regione, Prefettura, Questura e Ospedale, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno delle aggressioni in ambito sanitario e migliorare la sicurezza degli operatori.

La posizione degli Ordini: “Aggressioni procedibili d’ufficio”

Sull’accaduto intervengono con una nota congiunta l’OPI di Terni e l’OPI de L’Aquila, poiché un infermiere coinvolto nei fatti sarebbe originario del capoluogo abruzzese. Gli Ordini delle professioni infermieristiche hanno espresso solidarietà al personale sanitario coinvolto, definendo l’episodio come “l’ennesimo grave episodio di violenza”, con una dinamica che – secondo la loro valutazione – avrebbe incluso un’aggressione fisica e verbale culminata in minacce di morte.

Esprimiamo massima solidarietà ai colleghi coinvolti nei fatti” – si legge nella nota – sottolineando che, nonostante gli appelli pubblici e l’esistenza di una normativa specifica, il problema continua a ripresentarsi. Gli Ordini richiamano anche un aspetto normativo ritenuto determinante: “È indispensabile che le autorità competenti prestino la massima attenzione a quanto previsto dal decreto legislativo 150/2022 e dai successivi interventi normativi: le aggressioni al personale sanitario sono oggi procedibili d’ufficio”.

Secondo l’interpretazione richiamata dagli Ordini, la procedibilità d’ufficio significa che l’autorità giudiziaria può intervenire anche in assenza di denuncia da parte della vittima e indipendentemente dalla gravità delle lesioni, riconoscendo tali episodi come reati di particolare allarme sociale. Viene inoltre ribadito che le strutture sanitarie hanno l’obbligo di segnalare ogni evento.

A rafforzare la posizione interviene anche il presidente dell’OPI di Terni, Federico Montanari, che chiede “pieno rispetto del decreto legislativo 150 del 2022”. “Come presidente dell’Ordine e infermiere – afferma – sono profondamente indignato”, aggiungendo che episodi come questo, con minacce di morte rivolte a operatori durante il proprio turno di lavoro, “devono essere seguiti da provvedimenti” e che le condotte vanno punite con risposte “serie e immediate”, perché “questa situazione non può essere più tollerata”.

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2 mesi fa

speriamo che il prossimo responsabile di un aggressione passi direttamente dal pronto soccorso all’obitorio…..che diciamo è situato li vicino….non deve fare neanche tanta strada

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