Cerimonia di insediamento per Antonio Laronga, nuovo procuratore della Repubblica presso in Tribunale di Terni.
Al Palazzo di Giustizia, per celebrare l’avvio dell’attività di Laronga, c’erano tutti: i capi delle forze armate, il Questore Luigi Abenante, il prefetto Antonietta Orlando,Emilia Fargnoli, presidente del tribunale di Terni, Raffaele Cantone, procuratore della Repubblica di Perugia, Sergio Sottani, procuratore generale dell’Umbria oltre ad una serie di magistrati amici fra cui il procuratore di Lecce, suo concittadino Ludovico Vaccaro, che con Laronga ha condiviso anche l’esperienza a Foggia.
Nel suo discorso di insediamento, Laronga ha delineato alcuni punti del suo lavoro: “Non cercheremo il consenso della pubblico opinione, bensì garantiremo un lavoro fatto con estremo rigore e spirito laico, deprivato di ideologie. Le sole persone di cui l’ufficio dovrà riuscire ad avere non già il consenso, ma la fiducia, sono gli altri soggetti del procedimento. Principalmente le persone offese ma anche gli imputati. Ritengo essenziale che tutte le fasi del procedimento, anche quella delle indagini, debbano orientarsi, come scrissero Cesare Beccaria e prima ancora Ludovico Muratori, nella indifferente ricerca del vero. Questa regola deontologica esclude ogni spirito partigiano o settario e in particolare l’idea frequente nei pubblici ministeri che il processo sia un’arena nella quale si vince o si perde. Il pubblico ministero non è un’avvocato, è un magistrato, e il processo non è una partita nella quale per riprendere le parole del Beccaria l’inquirente perde se non riesce a far prevalere le proprie tesi.
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Nato a Torremaggiore 59 anni fa, Laronga si occupa da tempo della criminalità organizzata, particolarmente foggiana, ed è da anni sotto scorta. Dopo la cerimonia di insediamento, Laronga ha incontrato i giornalisti in Procura
“Non ci sono territori esenti dalla criminalità organizzata – spiega Laronga – anche un territorio come Terni ne è colpito. Entro in un ufficio virtuoso, ben prodotto, con risultati positivi apprezzati anche nel corso della recentissima ispezione ministeriale, saranno dovere proseguire lungo questa direttrice.Il percorso di una istituzione non si costruisce per cesure, ma per continuità.Continuità nel rispetto delle tassi virtuose, nel patrimonio di competenze, nella dedizione quotidiana di colleghi e personale amministrativo che, spesso lontano dai riflettori, hanno garantito il funzionamento dell’ufficio e la risposta di giustizia ai cittadini. Bisogna avvicinare la procura alla società civile, e il mio impegno sarà su questo: sarà una procura vicina ai cittadini, è un impegno primario”
Fra le prime questioni sollevate, la sede della Procura, attualmente in affitto: “Bisogna risolvere la situazione, anche per migliorare il servizio”, dice.














