Moplefan, da Bandecchi prima la carota poi il bastone: “De Rebotti colpevole, ho pagato io stipendi”

Bandecchi accusa l'ex sindaco De Rebotti e annuncia di aver pagato due mensilità ai dipendenti dello stabilimento ternano. Approvato atto di indirizzo del Pd

l Consiglio comunale di Terni ha approvato all’unanimità questa mattina un atto di indirizzo sulla crisi della Moplefan S.p.A., storica azienda del polo chimico ternano che occupa 110 famiglie. L’iniziativa, presentata dal gruppo del Pd, impegna sindaco e giunta a intervenire con urgenza per garantire ammortizzatori sociali e tutelare i lavoratori dopo che l’azienda ha richiesto il 13 gennaio 2026 l’accesso alla procedura di composizione negoziata della crisi. La situazione si è aggravata con il mancato pagamento della mensilità di dicembre 2025 e della tredicesima.

La Moplefan, realtà industriale strategica del territorio ternano, versa in una grave difficoltà economico-finanziaria che ha portato l’azienda a comunicare formalmente alle organizzazioni sindacali l’apertura della procedura di crisi. La situazione dei lavoratori è ulteriormente complicata dalla richiesta di chiarimenti avanzata dal Ministero del Lavoro il 15 gennaio 2026 sulla precedente cassa integrazione attiva dal novembre 2023, circostanza che potrebbe compromettere o ritardare la proroga degli ammortizzatori sociali dal 1° dicembre 2025.

Le organizzazioni sindacali FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL e UILTEC-UIL hanno chiesto un intervento immediato delle istituzioni locali, del MIMIT e del Ministero del Lavoro, sottolineando che “il tempo delle attese è scaduto”. I lavoratori si trovano in una condizione di totale incertezza reddituale e occupazionale, senza certezze sugli sviluppi industriali dello stabilimento.

L’atto approvato impegna il sindaco e la giunta comunale ad attivarsi con massima urgenza, congiuntamente alla Regione Umbria, presso il Ministero per garantire la continuità degli ammortizzatori sociali. Inoltre sollecita il pagamento immediato delle spettanze arretrate e la convocazione di un tavolo istituzionale locale con azienda, sindacati, Regione Umbria e parlamentari del territorio per ottenere chiarezza sul piano industriale. Il tutto anche alla luce della manifestazione di interesse di un imprendiore israeliano per affiancare la governance polacca.

La replica di Bandecchi

Il sindaco Stefano Bandecchi è intervenuto duramente accusando l’ex primo cittadino De Rebotti di essere “il primo responsabile del fallimento” insieme alla precedente giunta di sinistra. Secondo Bandecchi, l’investitore si sarebbe ritirato mentre la Regione Umbria non crede nel rilancio della Moplefan. Il sindaco ha annunciato di aver stipulato un contratto tra l’Università Niccolò Cusano e la Moplefan per l’attivazione di corsi e stage, una soluzione temporanea di due mesi per salvaguardare gli operai.

Bandecchi ha inoltre dichiarato: “Il sottoscritto ha pagato gli ultimi due mesi ai dipendenti”, riferendosi presumibilmente alle mensilità arretrate. Il sindaco ha chiesto le dimissioni dell’assessore regionale di riferimento, ribadendo di credere nella buona fede degli investitori.

Il documento approvato dal consiglio prevede che l’amministrazione riferisca tempestivamente in aula sugli esiti delle interlocuzioni avviate e sulle azioni intraprese, assicurando massima trasparenza verso l’assemblea e la cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è sostenere ogni iniziativa istituzionale affinché la crisi non si traduca in un’ulteriore drammatica perdita occupazionale per il territorio ternano.

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2 mesi fa

Ci vuole un bel coraggio a difendere le politiche regionali ed attaccare l’unico che ha a cuore gli interessi dei ternani. Capisco che una persona generosa che non è attaccabile ne ricattabile dai politici che per decenni hanno saccheggiato questo territorio dia molto fastidio e per questo siamo schifati ed indignati del fatto che questi figuri abbiano ancora l’ardire di parlare

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2 mesi fa

Mi ricordo che una volta BANDECCHI disse: la compro io! perché non la compro’piu’? all’ epoca disse che vi erano problemi insormontabili dei quali non ha mai delucidato né i lavoratori né i sindacati ma forse il suo assessore allo sviluppo economico sa’ il perché! Oggi se la prendono con la regione perché dà continuità alle polemiche polemichette ma una volta non tanto lontana venne l’ ex direttore generale del ministero a garantire questa proprietà.Da ex dipendente Treofan gradirei più impegno vero da parte del sindaco teso a risolvere i problemi di continuità produttiva del sito.

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