Anagrafe, il Comune apre alle esternalizzazioni, Cgil protesta: “Lavoratori demonizzati per i permessi”

La Fp Cgil replica al primo cittadino dopo le dichiarazioni sulla carenza di personale e l'utilizzo dei permessi per assistenza

La polemica sull’anagrafe di Terni esplode dopo le dichiarazioni del sindaco Stefano Bandecchi in consiglio comunale. Il primo cittadino ha attribuito i disservizi dello sportello anagrafico alla carenza di personale, causata secondo lui dall’utilizzo massiccio della legge 104 e dalle assenze per malattia. A sollevare la questione era stato inizialmente il consigliere comunale di Fratelli d’Italia con un atto di indirizzo approvato a maggioranza, con l’astensione del Pd, per chiedere la riapertura dei servizi anagrafici anche il sabato mattina.

Il sindaco Bandecchi ha spiegato la situazione durante la seduta consiliare, parlando di numeri precisi: “Questo comune ha 600 dipendenti, ogni giorno ne può contare statisticamente su 450”. Secondo il primo cittadino, i fattori che riducono la forza lavoro sono permessi 104, malattie e ferie. “Abbiamo 30 dipendenti in meno tutti i mesi. Questo deriva dall’applicazione della legge 104 che prevede tre giorni per ogni dipendente: in dieci fanno 30 giorni, è come avere un dipendente e mezzo in meno in un mese”, ha dichiarato Bandecchi.

Le prospettive delineate dal sindaco prevedono una riorganizzazione del comune basata su 380-400 persone al massimo, con una riduzione prevista fino a 280 dipendenti attraverso un ricambio generazionale senza nuove assunzioni. Il Comune ha proposto degli Open Days straordinari dedicati allo smaltimento delle pratiche arretrate e ai rinnovi in scadenza ed è per questo che il Pd si è astenuto: “Il problema è sotto gli occhi di tutti e va risolto: a me sta bene l’open day, per questo ci asterremo”, ha spiegato Pierluigi Spinelli, capogruppo dem.

Ma il sindaco ha anche aperto alla possibile esternalizzazione di alcuni servizi: “Nessuno proibirà a questo comune di dare in appalto a terzi la produzione di carte d’identità, facendo lavorare quindi terzi sia il sabato che la domenica”, ha sottolineato

La replica della Fp Cgil

La risposta della Fp Cgil di Terni non si è fatta attendere. Il segretario generale Andrea Pitoni ha respinto con fermezza le parole del sindaco: “Non è con le derive populiste che si risolvono le criticità delle Pubbliche amministrazioni”. Secondo il sindacato, gli attacchi ai lavoratori rappresentano “solo una strategia per preparare l’opinione pubblica, attraverso la denigrazione dei lavoratori del Comune, alla possibilità di esternalizzare i servizi, con il conseguente peggioramento delle condizioni dei lavoratori stessi”.

Pitoni ha definito “demonizzazione dei dipendenti pubblici” l’approccio del sindaco, inquadrandolo in una tendenza più ampia che mira a comprimere i diritti dei lavoratori. “I lavoratori pubblici, pur nelle difficoltà, con grande senso di responsabilità, permettono il funzionamento della vita socio economica del Paese”, ha sottolineato il segretario della Fp Cgil.

Sul tema della legge 104, il sindacato ha rivendicato il valore di questi strumenti: “La legge 104 e gli altri istituti giuridici rappresentano degli avanzamenti di civiltà che non possono essere attaccati in modo indiscriminato”. Pitoni ha poi lanciato una sfida al sindaco: “Se il sindaco ha contezza di anomalie rispetto all’utilizzo di questi permessi lo dichiari”.

Il rappresentante sindacale ha proposto soluzioni alternative: contro le carenze di personale bisogna attuare procedure di reclutamento, pur riconoscendo che “la non appetibilità degli stipendi previsti nel settore pubblico non lo rendono certo attrattivo per i giovani”. Pitoni ha ribadito la disponibilità al dialogo, precisando che “l’articolazione dell’orario di lavoro, in una società ancora democratica, è oggetto di confronto sindacale”.

Il segretario della Fp Cgil ha anche sollevato un’altra questione aperta: il destino degli asili nido ristrutturati con i fondi del Pnrr e del Piano periferie. Pitoni ha rivelato di aver già chiesto un incontro al sindaco Bandecchi “ancora senza esito” e ha espresso preoccupazione per “il rischio di affidamenti esterni, con tutto quello che ne consegue”.

Subscribe
Notificami
guest
9 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Cosa proponi cgil? Assumiamo altri 100 statali oppure miglioriamo il servizio??

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Il cittadino senza carta di identità? Che ne risponda il sindacato!

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Ovviamente quale sindacato ha alzato le barricate?? Altra cosa buffa, il PD riconosce l’emergenza, e’ d’accordo con gli open day ed alla votazione si astiene? Che buffa cosa la politica…..

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Quindi, non si riesce a smaltire il lavoro con 450 e la proposta è: riduciamo a 350 e ne prendiamo 200 “esterni”, in modo che il Comune, invece di pagare i propri dipendenti, paghi cooperative, enti, società che ti addebitano anche stipendi di direttori, vicedirettori, amministratori, presidenti, revisori dei conti, impiegati vari, affitti e utenze delle loro sedi…geniale!!

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Zalone insegna

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Poi tra l’altro , se non sbaglio, da Agosto saranno rese inutilizzabili le carte di identità cartacee, senza tenere conto della effettiva scadenza

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

La gestione ed il governo del personale in un ente pubblico è una cosa seria a partire dalla pianta organica per arrivare ai fabbisogni reali nel funzionamento dei servizi.la CGIL FPha pienamente ragione a sottolinearlo e non si possono scaricare le responsabilità dirette di sindaco e giunta sui diritti inanielabili dei lavoratori e delle lavoratrici 104 e ferie sono una scusante ridicola tesa ad esternalizzare sempre più mansioni fuori dalla gestione diretta dei dipendenti comunali.SIATE PIÙ SERI

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Ma hanno pure il coraggio di parlare i sindacati? Per fare una carta d’identità ci vogliono 5 mesi, siamo arrivati a questo punto per colpa dei funzionari incaricati al rilascio dei documenti se la prendessero con loro

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

Con un bello scioperetto di venerdì, passa la bua.

Articoli correlati

Violenza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria: feriti un medico e un’infermiera...
Domani si vota dalle 7 alle 15. Subito dopo comincerà lo spoglio delle schede...
Referendum giustizia 2026, affluenza Umbria al 14,46% alle 12 su 729 sezioni. Perugia al 14,53%,...

Altre notizie